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Skiantos @ FestAmbiente Sud 2009

  • Scritto da Orasputin

skiantosFestambiente Sud da cinque anni non sbaglia un colpo. Ci mancavano solo gli Skiantos…

“Giovani energie per un meridione rinnovabile”. Lo ha capito Freak Antoni che, dall’ingresso di un appartamento dove si è casualmente accampato, sta ritoccando l’acconciatura per l’attesissimo live degli Skiantos: tuta bianca tutta d’un pezzo e due bottigliette di vino una a destra e una a sinistra.

Una pancetta prolifica e la solita cesta di capelli brizzolati, arruffati, “sbagliati”. Nel frattempo le viuzze del centro storico impazzano di gente. Tra una cantina aperta e un assaggio di prosciutti stagionati, si sorseggia vino, ci si mette in fila per un’onesta birra, si salutano vecchi amici. Il tempo vola, la svolta è una brezza che definir fragrante è dir poco. In questi giorni c’è un afa che impazza. Ci salva Monte Sant’Angelo (provincia di Foggia), situata a 850 metri d’altezza. Sotto il palco una combriccola di quindicenni è in trepidante attesa. Sono “scimmiati” di rock demenziale, e il concerto attacca alla grande. La cosa divertente (degli Skiantos) è che intorno mi girano un sacco di sbarbine, scusate bambine. Sensazioni fiabesche. L’incipit è una scarica di frammenti dall’ultimo divertente “Dio vi deve delle Spiegazioni”. Il pubblico è in estasi: tra una spinta e l’altra c’è sempre il deboluccio che finisce a terra. “Testa di Pazzo”, “Il Razzista che c’è in me”, “Io sono un Perdente”, “Una Vita spesa a schivar la Fresa”, l’energia è di casa.

Chiude il cerchio “Merda d’Artista”, omaggio al grande Piero Manzoni, eseguita come i Faith no More dei tempi migliori. Freak Antoni non si risparmia. Oltre ad assumere i panni dell’oramai classico “bambino prodigio”, intrattiene i fans con cazzate d’altri tempi, barzellette, motti, aforismi, battute insensate. Il suo è uno spettacolo nello spettacolo. 32 anni fa se la prendeva coi “diversi”, adesso si è dato una “ripulita”. I tempi cambiano, ma gli Skiantos restano sempre i soliti cretini. Cosa pretendete da un gruppo che fa circolare bottiglie di vodka alla fragola sul palco? Ad ogni assolo di chitarra, Freak Antoni se ne esce con strani cartelloni: “Ovazione” è il più significativo. “Gelati” scatena la curiosità degli under eleven, “Ti amo Terrone” è anticipata da un’omelia degna del miglior comico napoletano. “Kakkole” (fantastica) e “Largo all’Avanguardia” preannunciano il coraggioso tentativo di Antoni di dialogare in dialetto locale. E’ l’unico in Italia a fare queste cose; gli anziani lo sanno, la loro faccia è tutta una risata. Coraggioso il ragazzo! Il finale è l’esplosivo pogo di “Eptadone“, la carezza ironica di “Mi piaccion le Sbarbine” e il più classico dei panini con salsiccia e melanzane intenso tributo agli imbattibili fornitori locali. Di certo dopo un concerto degli Skiantos con ci si fotte da soli entrando in un ristorante.

P.S.: Verso mezza notte e mezza, a fine esibizione, Freak Antoni si è sentito male. Scortato dai carabinieri, è stato accompagnato presso il più vicino tra gli ospedali limitrofi. Si spera abbia solo esagerato con l’alcool, rimasugli controllabili data sbronza prepotente. Amico siamo tutti con te!