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RONIN @ Pesaro, 8 Febbraio 2012

  • Scritto da Marco Tonelli

ronin pesaro dalla cira

ronin pesaro dalla cira - ronin pesaro dalla cira
Freddo polare e il deserto del lungomare pesarese a rendere tutto più irreale e ovattato. Si entra storditi in un Dalla Cira caldo e accogliente, con un discreto numero di persone, ad annullare la desolazione di un freddo mercoledì di Febbraio.

I Ronin sono un piccolo gioiello di suggestioni cinematiche, da poco tornati sulle scene con “Fenice”, saggio magistrale di post rock filmico e globale. Miscela di influenze western, balcaniche e orientali, unite ad una visceralità rock di tutto rispetto, a scaldare le membra del pubblico numeroso e infreddolito.

Un live incentrato principalmente sull'ultimo album, senza disdegnare le cavalcate a tutto twang del precedente “L'ultimo Re”. Con apparente semplicità, i Ronin snocciolano un pezzo dietro l'altro intervallati dagli applausi del pubblico e dagli inchini di un Dorella divertito e contento. La bravura dei quattro non si discute, a partire dalla precisione delle chitarre e del basso, fino alla batteria di Paolo Mongardi, potente e tentacolare.

Setlist essenziale, incentrata sulla potenza nuda dei pezzi, a partire da una “Jambiya” tribale e nervosa. Il resto è una tirata che trascina il pubblico sulle note convulse di composizioni suggestive e potenti (“Benevento”, “Spade“, "Fuga del Prete”), a tratti capace di fargli ciondolare la testa (“Selce”, “Fenice”). Parte centrale da far tremare i polsi (“Meandro”, “Venga la Guerra” e “Morte del prete”), mentre la chiusura è affidata alle atmosfere di “Nord”, per un finale gelido e notturno a raffreddare gli animi bollenti di tutti i presenti.

Il freddo e il gelo non fanno più paura. Viva i Ronin!