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Raein & Lantern @ Jump Out Festival, Pesaro (10 Agosto 2012)

raein Metti una serata fresca e ventilata, un vero e proprio miraggio in queste roventi giornate d'agosto. Infine aggiungi la location perfetta a due passi dal mare, in una Baia Flaminia di Pesaro piena zeppa di turisti e gente a passeggio.

Il Jump Out si dimostra la cornice ideale per servire al pubblico una realtà culturale viva e più vivace che mai. Un festival dedicato principalmente alla scena locale ma con ospiti d'eccezione, ovvero i giovanissimi Lantern da Rimini seguiti dai maestri dello screamo europeo, i grandissimi Raein dalla vicina Forlì. Due mazzate live non indifferenti, i primi attesi al varco dopo l'entusiasmo suscitato da “Noicomete”, primo passo magistrale sulla strada dell'emo-screamo cantato in italiano, i secondi, veri e propri campioni internazionali dei suoni urlati ed emotivi, reduci da innumerevoli tour all'estero.

Il tempo di salire sul palco e per i Lantern si raduna una piccola ma consistente massa di amici e affezionati capaci di scaldare l'animo anche degli spettatori più imperturbabili. L'impressione è quella di una band convinta e sincera, capace di nutrirsi del contatto e del sudore altrui, tra stage diving abbracci e cori collettivi. Un entusiasmo solo parzialmente smorzato da una location all'aperto non proprio adatta a questo tipo di sonorità, con il risultato di disperdere eccessivamente un suono che meriterebbe ben altra vicinanza e concentrazione.

Un problema non da poco, capace di tagliare le gambe a chi di entusiasmo e urla si ciba da più di dieci anni. Nonostante un agglomerato di suoni non proprio intelleggibile e un pubblico leggermente freddo e distaccato, i Raein si apprestano a scatenare la folla con il loro screamo all'ennesima potenza, il tutto arricchito da una sensibilità squisitamente post-rock. La band forlivese dimostra di tenere il palco con perizia e padronanza dei propri mezzi, per una tracklist quasi interamente dedicata all'ultimo “Sulla Linea d'Orizzonte tra questa mia vita e quella di tutti gli altri”, vero e proprio testamento di attitudine, bravura e intelligenza uscito circa un anno fa.

La partenza di “Se la notte sogno, sogno di essere un maratoneta” scatena un'overdose di adrenalina con tutti gli strumenti tesi verso la prima fila. “Costellazione secondo le leggi del caso” libera la forza motrice delle due chitarre, fino a quel momento leggermente imballate su se stesse. “Nirvana” non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale emotivo, azzoppata da una resa sonora non proprio all'altezza.

Una prova fisica non perfetta, ma determinata nel testimoniare il carattere e la bravura di un vero e proprio gioiello da esportazione. Non sarà un caso se dall'estero ce li invidiano da un bel pezzo!