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RADIOHEAD @ Bologna, 25 Settembre 2012

Lo ammetto, ci ho messo un po' per scrivere dei Radiohead a Bologna. Avevo ancora la testa piena di pensieri e di tempo per sbrogliare la matassa ce n'è voluto tanto.

Inutile girarci intorno, serate così non si vivono tutti i giorni. Nonostante l'attesa di un anno, la location di terra e sassi, gli accendini e le bandane, il live all'Arena Parco Nord è un ricordo da tenersi stretto e da raccontare a figli e nipotini nelle serate davanti al caminetto.

La paura mi accompagnava da giorni, paura della gente e di un pubblico trasversale, capace di rovinare in un colpo solo qualsiasi atmosfera paradisiaca. Un terrore divenuto realtà, ma poco importa, perche la band di Oxford ha regalato ai 25.000 presenti uno spettacolo che molti dimenticheranno, ma che altrettanti non lo faranno mai.

Appena arrivati, lo sguardo si fissa su quel palco mastodontico capace di catturare l'attenzione dall'inizio alla fine, grazie ad un lavoro magistrale di schermi, luci e proiezioni. Giusto il tempo di fare file interminabili per piadina e birra a prezzi astronomici, ed ecco salire sul palco l'elettronica danzereccia di Caribou, un'ora di percussioni e ritmi stratosferici intervallata dall'odio verso quel “gentiluomo” che ha avuto la cattiva idea di appoggiare uno zaino sopra il mio piede impedendomi ogni accenno di ballo.

Dieci minuti e i Radiohead sono davanti a noi: Thom Yorke e il suo codino, l'immancabile ciuffo di Jonny Greenwood, due batterie e il sorriso stampato sul volto di Ed O'Brien. Una setlist che regala un sacco di soddisfazioni e inevitabili amarezze, un tour de force lungo più di due ore, che pesca a piene mani dall'ultimo e schizofrenico “The King of Limbs” ma che non disdegna i grandi classici come “Lucky”, “Paranoid Android”, "Idioteque" e molto altro ancora.

La partenza è un po' in sordina con una resa dei suoni leggermente imballata, ma capace di rasentare la perfezione nei brani più evocativi e soffusi. “15 Step“ ,“There There” e “Planet Telex” scatenano il canto di un pubblico caldo e decisamente eccitato. La stupenda  “Exit Music (For a Film)" incanta i presenti tra scazzi e ineguagliabili suggestioni. “House of Cards” fa sognare all'infinito e la chiusura di “Everything in It's Right Place” spedisce tutti a casa sereni e soddisfatti.

La prima volta non si scorda mai. Su questo non si discute.

(foto di Michele Baldelli)

 

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