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Paolo Benvegnù @ Ravenna, 12 Marzo 2011

  • Scritto da Enrico Tallarini

paolo benvegnùL’abbraccio di Hermann

Per quelli accampati nelle lande del centro Italia, e che a tv e discoteche preferiscono una morte lenta e dolorosa, quella di oggi è una giornata ricca di motivi per chiudere a chiave la porta e tuffarsi nella folla. Le Luci della Centrale Elettrica, A Toys Orchestra e Paolo Benvegnù in concerto nel giro di pochi chilometri. È quasi un sogno poter scegliere.

Ma Benvegnù è e rimane Benvegnù, e tradotto significa che è e rimane uno dei cantautori più genuini e validi che abbiamo in Italia, e come tale una spanna sopra le pur valide alternative che offre il menù di oggi. Per il resto sempre Ravenna, sempre Bronson, un locale che non finirò mai di lodare per via di una programmazione da infarto e un’accoglienza a misura d’uomo.

Quella romagnola è la seconda data del tour di “Hermann”, uscito da poco ma già ampiamente incensato da pubblico e critica. “Ciò che deve accadere accade” cantava Giovanni Lindo Ferretti, e il meritato successo attorno ai Benvegnù è lì a dimostrarlo. Il Bronson è bello pieno e rovente quando i 4 più 2 salutano il folto pubblico ravennate. Il solito e collaudato quartetto Benvegnù-Gagliano-Baldini-Franchi con l’aggiunta per l’occasione di due nuovi elementi ai fiati, a dare un tocco di colore e profondità al rock d’autore dei quattro.

Un breve intro strumentale e via sulle note di “Il Pianeta Perfetto”, con la voce di Benvegnù che trema e si dimostra da subito potente e in serata di grazia. Non vola una mosca e le parole si muovono nell’aria, pesanti e scandite così bene da una voce smaniosa di decollare. Sullo sfondo un maxischermo proietta immagini semplici e stilizzate, quasi delle radiografie, a voler mostrare l’uomo nella sua fragilità e nella sua purezza di essere umano, in linea con le tematiche e il percorso alla base della nuova creatura discografica. “Hermann” stasera viene risuonato per intero e nello stesso ordine, dall’inizio alla fine, a dimostrazione della fiducia dei quattro in un progetto che cresce con gli ascolti e che canzone dopo canzone si dimostra sempre più “totale”. E allora giù con le elettriche “Moses” e “Love is Talking”, prima del trittico “Avanzate, Ascoltate” - “Io ho Visto” - “Andromeda Maria” che segna l’apice della prima parte del set.

Il suono è potente, spigoloso e tagliente, nonostante la rotondità dei fiati tenda ad ammorbidirlo. Uno squilibrato urla “Dai Paolo cazzo! Canta!” e tutto prosegue, tra la virata elettronica di “Good Morning Mr Monroe”, il pop trasversale e poi rumoroso di “Date fuoco” e la dolcezza da sbadiglio di “Johnny and Jane”, prima del ritorno all’elettricità di “Il Mare è Bellissimo” e la soffice chiusura a titolo “L’invasore”, cantata dal batterista Andrea Franchi voce e chitarra alla destra di un palco nel frattempo svuotato.

Un boato ed ecco la cravatta rossa di Benvegnù rientrare in scena, con un “Buonasera, noi siamo i Pooh. Questa si chiama Parsifal”, unico tocco di divertito e cosciente delirio della serata. Nessun vaneggio e nessuna traccia dei siparietti da cabaret a cui i quattro ci avevano abituati. Stasera si fa sul serio, e si fanno parlare le canzoni. Tanto c’è sempre tempo per fare i cazzoni. Tocca a “Cerchi nell’Acqua” aprire il bis, prima del viaggio nel passato Scisma di una “Rosemary Plexiglas” da brividi, e dello sfogo di un altro squilibrato al grido “Vai Maestro!!! Spacca tutto!!!”. Le risposte di Benvegnù sono tre e si chiamano “Io e il Mio Amore”, “Il Mare Verticale” e “La Schiena”, suonate corpose e con grande intensità. Un frastuono di mani e tutti fuori, per poi regalare a sorpresa un altro tuffo nel passato Scisma con la spassosa e travolgente “Troppo Poco Intelligente”, che chiude nel migliore dei modi un grande concerto e una serata speciale, in un abbraccio collettivo sudato e riconoscente.

Se avete voglia di vivere tutto questo, correte a conoscere “Hermann”. Ci troverete molto nel suo abbraccio. E anche un po’ di voi stessi.

PS: Il tempo per fare i cazzoni è arrivato prima del previsto. Una chiacchierata con Benvegnù ti salva la settimana. Umile fuori, monumentale dentro. Una disponibilità e simpatia che valgono il biglietto d’ingresso. Uno a parte però.

 

Setlist:

- Il pianeta perfetto

- Moses

- Love is talking

- Avanzate, ascoltate

- Io ho visto

- Andromeda Maria

- Achab in New York

- Sartre Monstre

- Good morning, Mr. Monroe!

- Date fuoco

- Johnnie and Jane

- Il mare è bellissimo

- L'invasore

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- Cerchi nell’acqua

- Rosemary Plexiglas

- Io e il mio amore

- Il mare verticale

- La schiena

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- Troppo poco intelligente