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Nick Cave & The Bad Seeds @ Lucca, 11 Luglio 2013

  • Scritto da Enrico Tallarini

nick caveDalla prima volta, in quell'ormai lontano 2001 ad Arezzo Wave, non mi sono lasciato sfuggire un solo atterraggio italiano di Nick Cave e dei suoi Bad Seeds. Una malattia, questa, che ti contagia senza che tu nemmeno te ne accorga e si impadronisce di te, portandoti ogni volta a contare le ore che ti separano dalla volta successiva.

Sono passati tre anni dalle due cannonate italiane dei Grinderman, ed eccoci finalmente di nuovo alle prese con Re Inkiostro e la sua carovana di semi del male.

Come da copione: concertone. Che tanto come Nick Cave live non c'è nessuno, non c'è un cazzo da fare.

Se avete già avuto occasione di assistere a un suo concerto, capirete di cosa sto parlando. Altrimenti non saprei, ritenetevi dei casi clinici e magari fatevi curare. Che io a parole faccio proprio fatica a raccontarvi quello che si prova a trovarsi di fronte quest'uomo alto e magro, elegantissimo, rigorosamente in nero, capace di tenere migliaia di persone in mano con una naturalezza, una forza e una classe disumane.

Piazza Napoleone è una marionetta azionata e ipnotizzata da un Cave in forma smagliante, che si lascia alle spalle l'enorme palco del Summer Festival e parte all'assalto delle prime file. Caccia via i fotografi, intreccia le sue mani a quelle del pubblico, salta, si dimena e sputa, sempre più proteso verso la folla, fino quasi a camminarci sopra.

Nonostante una partenza un po' in sordina, già con “From Her To Eternity” si iniziano a vedere le scintille di quella che dal vivo è una vera e propria macchina da guerra. E se i Bad Seeds si mostrano in versione rinnovata e ridotta (Thomas Wydler ha saltato il tour per problemi di salute) e padroni di un suono che stasera impiega più del solito ad ingranare, ci pensa la partenza in quinta di Cave a lanciare a mille gli entusiasmi.

Una potenza incredibile, straordinaria, di padronanza della scena come della voce, quella voce unica che dal vivo ti esplode in faccia come una bomba a mano.

Le sfuriate di “Tupelo”, “Deanna” e “Stagger Lee”; l'intimismo al pianoforte di “Love Letter” e “God is in The House”, l'ottima resa live delle nuove “Higgs Boson Blues” e “Push The Sky Away”: tutto prosegue a meraviglia, con la sola pecca di durare troppo poco.

Due bis strepitosi e la chiusura di “Jack The Ripper” mettono la parola “fine” a una serata da incorniciare, cornice che sembra essere una costante nelle performance dell'incontenibile predicatore australiano.

Qualche perplessità su una scaletta forse un pò prevedibile, ma va così, prendere o lasciare.

E prendiamo eccome. Qualora ce ne fosse bisogno, un motivo in più per tornare presto a sbavare sotto il palco di Mr Cave.

Che tanto, che vi piaccia o no, anche il meno riuscito dei concerti di Cave sarà comunque cento volte più suggestivo, intenso ed emotivamente devastante della maggior parte dei concerti che potrete mai vedere in vita. Statene certi.

Lunga vita King Nick, e arrivederci a Novembre.

 

Setlist 

We No Who U R
Jubilee Street
From Her To Eternity
The Weeping Song
Tupelo
Mermaids
Deanna
Love Letter
God Is The House
Higgs Boson Blues
The Mercy Seat
Stagger Lee
Push The Sky Away

Encore 1
We Real Cool
Red Right Hand

Encore 2
Jack The Ripper