Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Mystery Jets @ Ancona, 18 Giugno 2011

  • Scritto da Enrico Tallarini

Mystery Jets Ancona Un colpo d’occhio che non si dimentica. La scalinata di Piazza del Plebiscito in Ancona, vuoi quel che vuoi, la si potrebbe stare ad ammirare per ore così com’è. Dopo aver ospitato, tra gli altri, uno storico concerto di Nick Cave in solo performance nell’ambito di un’edizione de “Il Violino e la Selce” di una decina di anni fa, la suggestiva cornice anconetana si appresta stasera ad accogliere una delle band rivelazione del momento. Loro sono i Mystery Jets, e la rassegna che li ospita è quel “Spilla” che si sta affermando come una delle manifestazioni meglio curate e organizzate dell’estate italiana.

Gli stessi Mystery Jets, nella loro ora di set, ringrazieranno e manifesteranno a più riprese una certa gioia nell’essere qui stasera. Ma andiamo con ordine. Un parcheggio sfiancante, un aperitivo bello alcolico ed eccoci tra i pochi sotto al palco, proprio mentre un inaspettato quartetto attacca microfoni e chitarre. Sono i Matinèe, band italiana di casa a Londra che sembra in tutto e per tutto, nome compreso, la brutta copia dei Franz Ferdinand. Che già sono loro una brutta copia. Figuriamoci. Uno di quei gruppi che sai già che musica suoneranno solo a guardarli vestiti. Non suonano male, per niente, ma il rock and roll è altra cosa. Non bastano le fender jaguar, i pantaloni attillati e le magliette a righe. Almeno a me. Un set di finto e innocuo rock (con tanto di saluti in inglese!!) per un’interminabile mezzoretta di show, che finisce proprio quando la pazienza comincia a lamentarsi.

Altra birra e salgono sul palco gli headliner della serata, accompagnati da un telo con scritto il nome della band a caratteri cubitali. La gente non è tantissima, è stretta alle transenne e conciata tutta uguale. Pseudo indie-rocker in pantaloni appiccicati e magliette a righe e capigliature da denuncia mi ricordano l’hype che gira intorno alla giovane band inglese da qualche tempo a questa parte. Sembra di stare al circo. Contenti loro, contenti tutti. Dicevamo dei Mystery Jets. Blaine Harrison sale sul palco in stampelle (è disabile e soffre di spina bifida dalla nascita) e non appena si siede scattano gli applausi. Sarà lui ad attirare i flash e gli sguardi di tutti, ragazzine finto british in primis. E dal vivo i quattro inglesi se la cavano piuttosto bene. E anche il loro indie-rock tinto di wave e di danzereccio scorre bene. Si parte con “Alice Springs”, brano d’apertura anche dell’ultimo “Serotonin”. A spiccare sono poi “Young Love”, “Hideaway”, le scatenate “Two Doors Down” e “Dreaming of Another World” e la struggente “Flakes”, che illumina di mille colori la scalinata delle meraviglie anconetana. Poi un breve bis e tutti a casa, per la delusione di un pubblico che finché c’è musica canta a memoria ogni parola.

E il concerto finisce così, ma tanto si sa: gli inglesi più di un’ora non suonano mai. Per contratto. Salutiamo questi disponibili londinesi e ci mettiamo in viaggio verso casa. Il rock ha le ore contate.

Guarda le foto del concerto