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Morrissey @ Cesena, 8 Ottobre 2015

  • Scritto da Enrico Tallarini
morrissey_cesena
Eccoci con un nuovo, entusiasmante capitolo della storia di amore e odio tra Morrissey e l'Italia. Dopo la sfilza di date dello scorso anno, alcune delle quali, per via della location, avevano fatto “inorridire” il Moz, l'ex Smiths e la sua maestosa carovana tornano dalle nostre parti per due concerti, a Napoli e Cesena.

C'è già fila ai cancelli del Nuovo Teatro Carisport quando prendiamo atto dei tanti divieti che accompagneranno la serata: niente foto, niente video, niente cibo contenente carne e pesce all'interno del locale, niente alcool in sala: era immaginabile, ma sbatterci la testa è tutta un'altra storia. Un concerto di Morrissey è così, prendere o lasciare. Quello che non sapevo, ma che speravo, è che l'ex Smiths avrebbe regalato un grande concerto, di gran classe e intensità.

Entriamo in sala mentre il palco è coperto da un telo su cui vengono proiettati filmati in bianco e nero di artisti del passato, il cui senso però continua a rimanermi oscuro.
Sono da poco passate le ventidue quando Morrissey e band prendono possesso del palco tra gli applausi. “Basta, basta, basta”, sputa Moz a fermare questo entusiasmo preventivo; tempo pochi secondi e partono le note di “Suedehead”, con la platea che alza quasi completamente il culo dalla poltrona e si accalca a pochi centimetri dall'eroe della serata, con buona pace dei posti seduti numerati, quantomai fuori luogo per un concerto del genere.

Giacca scura con bavero dorato, classe da vendere e quella voce lì: Morrissey stasera è in forma smagliante. Scherza, stringe mani e ammicca con le prime file, armeggia con il microfono, sorride e sembra divertirsi, consapevole della sua tenuta di palco straordinaria e della devozione di centinaia di fan che applaudono ogni sua mossa.

In scaletta molto dell'ultimo “World Peace Is None Of Your Business”, qualche tuffo nel passato Morrissey e quattro ripescaggi dalla storia Smiths (“How Soon Is Now?”, “Meat Is Murder”, “What She Said” e “The Queen Is Dead”), che infiammano un Carisport ormai totalmente in balìa di un mattatore da palco come ce ne sono pochi.

È con “Now My Heart Is Full”, “How Soon Is Now?” e “Everyday Is Like Sunday” che si toccano i momenti più alti dello show, mentre la scenografia proietta immagini che vanno da Bruce Lee a filmati di violenze della polizia americana, e che culminano, durante la splendida “Meat Is Murder”, con scene di macellazione animale che arrivano dritte nello stomaco e lo fanno quasi rivoltare.

Rimane il tempo per lo strepitoso bis e per le tentate invasioni di palco durante “Queen Is Dead” e poi tutti a casa, con Morrissey che lancia la camicia in pasto alle prime file e se ne va a torso nudo tra gli applausi di un Carisport che con una mano si spartisce i brandelli della “sacra sindone” e con l'altra saluta gli autori di uno show che difficilmente potrà essere dimenticato.

Setlist
Suedehead / Alma Matters / Speedway / Ganglord / Staircase At The University / World Peace Is None Of Your Business / Istanbul / Mama Lay Softly On The Riverbed / Now My Heart Is Full / Kiss Me A Lot / You Have Killed Me / Oboe Concerto / The Bullfighter Dies / I'm Throwing My Arms Around Paris / How Soon Is Now? / Everyday Is Like Sunday / Meat Is Murder / I Will See You In Far-Off Places / What She Said // The Queen Is Dead