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Mombu @ Pesaro, 12 Dicembre 2012

Una serata fredda, anzi gelida, di quelle che non ti scaldi neanche se ti incolli al termosifone. Un lungomare come sempre deserto di questi periodi, reso ancora più spettrale da quei casermoni post-sovietici che osiamo chiamare alberghi. Un clima più adatto ad una serata da passare sotto un doppio strato di coperte che ad un concerto.

Nonostante tutto l'atmosfera al sempre più accogliente Dalla Cira era decisamente torrida. Inutile dire che l'Afro-Jazzcore dei Mombu cerca e probabilmente trova nuove definizioni da applicare al concetto di devastante. Vagonate di groove, muraglie grind, barriti di sassofono e jam session di batteria, sono questi gli ingredienti di una formula che non ha eguali in Europa e probabilmente nel mondo.

Luca T. Mai e Antonio Zitarelli sono solo in due ma fanno più rumore di una carica di elefanti. Una potenza sonora che ti lascia senza fiato e allo stesso tempo fa muovere il bacino e agitare la testa al suono delle percussioni e delle rasoiate da rito vudù del sax, vera e propria arma da taglio nelle mani espertissime di “Mr.Zu” Luca T. Mai.

Più che un live, un'esperienza ipnotica e annichilente, capace di farsi ricordare nel tempo. Una scaletta che pesca a piene mani dalla breve ma eccellente discografia del duo, due dischi uno più potente dell'altro. Il dio della tempesta Mombu si manifesta con scariche temporalesche dagli effetti imprevedibili e mutevoli. “Stutterer Anchestor”, “Orichas” e “Rada”, scaraventano il pubblico nel bel mezzo di un vortice soprannaturale, tra litri di sudore sulla fronte e montagne di umidità equatoriale. “Regla de Ocha” riesce a sublimare l'atmosfera in un saliscendi di percussioni e ritmi sciamanici.

La conclusione di “Mombu Storm” manda tutti a casa con stop and go assassini e progressioni da far girare la testa e vacillare le gambe. Poco più di mezz'ora di mazzate e un'ondata di calore da far impallidire il più potente degli anticicloni. Direi che basta e avanza.