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METALLICA @ Udine, 13 Maggio 2012

metallica Partiamo dal presupposto che il mio gruppo preferito si chiama Iron Maiden. Diciamo anche che quando ho deciso di comprare i biglietti per il Black Album Tour dei Metallica mi sono sentita come la virtussina che di nascosto va a vedere la Fortitudo (le due squadre di basket bolognesi, per chi non lo sapesse). E infine, pensare che sì, James è in forma e tutto quanto, ma Bruce è un’altra cosa.

Be’… Però è il Black Album. Suonato per intero. Con certe perle infilate qua e là che non mi pareva il caso di perdere per faziosità.

E ho fatto benissimo perché è stato il secondo concerto più bello della mia vita (vi ho già detto che il mio gruppo preferito si chiama Iron Maiden, vero?).

Partita da Bologna con amica al seguito, fan numero uno – dice lei – dei Metallica, raccattati altri tre amici a Trieste e diretti a Udine, sfidiamo il vento del nord, il freddo polare e la minaccia di diluvio universale, ci armiamo di santa pazienza ed entriamo allo stadio, con un po’ di emozione e con molta, moltissima voglia di divertirci. Primo gruppo di supporto, Gojira. I francesi attaccano a suonare con una mezz’ora di ritardo sul programma, suonano senza infamia e senza lode e dopo un’altra mezz’ora salutano la baracca. Ammetto di non averli seguiti molto. Ero troppo impegnata a battere i denti per il freddo.

Il secondo gruppo di supporto invece mi salva la vita, svegliandomi dal torpore indotto dalle temperature siberiane. Machine Head, from U.S.A. Ci deliziano per circa un’ora con il loro thrash/groove riconoscibilissimo e, grazie al cielo, i pezzi sono tratti per lo più dagli ultimi due album, "The Blackening" e "Unto the Locust". Il pubblico ringrazia con sonore pogate e applausi fragorosi. Nessuno ci teneva ad ascoltare nu metal.

Ma arriviamo al clou della serata. Mentre una parte della ballota è stata data per dispersa sotto il palco, io e la mia amica cerchiamo disperatamente un posto bazza (furbo, per i non felsinei) per guardare almeno i maxi schermi; onestamente, pensare di vedere il palco da vicino è utopia bella e buona. 40.000 persone, la metà di queste erano troll di considerevoli dimensioni. Mission Impossible e io non sono Tom Cruise.

Troviamo un posticino carino, di fianco alla postazione della regia, in mezzo al prato, ci appoggiamo alle transenne e facciamo un po’ le comari, commentando la panza di questo e il culone di quest’altro, quando improvvisamente il mio cuore ha un sussulto. AC/DC (il mio secondo gruppo preferito. Non ve lo avevo ancora detto, sono sicura). Le note dei miei amati risuonano dell’aere e io inizio a cantare a squarciagola lasciandoci una corda vocale. "It's a long way to the top (if you wanna rock 'n' roll)". Ok, adesso sono pronta, possiamo iniziare. James, vieni fuori che io domani devo andare a lavorare. Hop Hop Hop.

L’intro classico di Morricone, "Ecstasy Of Gold", ci annuncia l’arrivo sul palco dei nostri eroi… E inizia la cavalcata sulle note di “Hit The Lights”, seguita a ruota da “Master of Puppets”. Un colpo da maestro, una cannonata inaspettata che fa letteramente saltare per aria i troll ubriachi. Sfortunatamente ce ne sono piombati addosso un paio. Uno di questi mi si è attaccato al giubbotto di pelle rischiando di farmi cadere. Avvinghiato al braccio come un polipo si è ritrovato la faccia all’altezza del mio ginocchio. Troll sfortunato, ma bisogna pur sopravvivere e io non l’ho fatto apposta, giuro (no, non è vero, l’ho fatto appostissimo). Il mio ginocchio è ancora dolorante, ma la soddisfazione è stata notevole.

I Metallica hanno suonato per quasi due ore, regalandoci l’intero "Black Album". “Nothing Else Matters”, “The Unforgiven”, le ballate struggenti accompagnate da migliaia di accendini e schermi di iPhone illuminati – che lasciatemelo dire, non hanno lo stesso fascino delle fiammelle tremolanti, e tutti gli altri proiettili di questo incredibile album, vomitati addosso alla folla in delirio con la potenza di un M60.

Sulle note e sui fuochi d’artificio di “Enter Sandman” mi sono commossa un po’ anche io, la mia amica invece piangeva proprio come un vitello sgozzato. Il gioco di luci prodotto dai laser, mentre “One” squassava lo stadio Friuli, mi ha spedita direttamente negli anni ottanta, e il gran finale di “Seek and Destroy” mi ha ricordato perché il metallo vince su tutto.

James, ha detto che ci ama e ci ha ringraziato per il supporto. Well, James… Anche io ho una cosa da dirti: sei davvero la leggenda che tutti dicevano e Bruce dovrà farti un po’ di posto nel mio cuore.

Kill’Em All, fratelli. Kill’Em All.

 

SETLIST:

01. Hit the Lights

02. Master of Puppets

03. Fuel

04. For Whom the Bell Tolls

05. Hell and Back

---The Black Album---

06. The Struggle Within

07. My Friend of Misery

08. The God That Failed

09. Of Wolf and Man

10. Nothing Else Matters

11. Through the Never

12. Don't Tread on Me

13. Wherever I May Roam

14. The Unforgiven

15. Holier Than Thou

16. Sad But True

17. Enter Sandman

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18. Battery

19. One

20. Seek And Destroy