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Mariposa & I Camillas @ Urbino, 20 Aprile 2011

  • Scritto da Orasputin

Mariposa UrbinoA Urbino è ancora vivo il ricordo di un concerto degli Eterea PostBong Band di una manciata d'anni fa. Quel giorno circa 2000 persone confluirono in un discoteca poco fuori dalle mura, prendendo letteralmente d'assalto le navette messe a disposizione dall'organizzazione, gratuite fino a notte inoltrata. In tema di crisi economica della dimensione live, il primo Urca Happening (il compleanno di Urbino Radio Campus) viene ricordato, ancora oggi, come un miracolo senza precedenti.

Tre anni per rimettersi in moto e ci ritroviamo tutti al Black Jack, un circolo culturale che si sta distinguendo per la sua programmazione libera e multiforme. Dall'unione di tre realtà organizzative nasce l'Urca Happening 2011. Quest'anno il programma è dei più succosi: Fast Animals and Slow Kids e Forma ad aprire per Camillas e Mariposa. Con le vacanze di Pasqua a portata di mano e buona parte del popolo universitario praticamente rientrata a casa, non resta che stropicciarsi gli occhi dinanzi a un accoglienza di questo tipo. Vuoi per la fama (quasi cult) dei Camillas, vuoi per il passaparola (diventate minacce) di questi giorni, stasera di gente ne è confluita eccome. Non solo studenti, facce misteriose e un corredo di ragazze scatenate la razza dominante.

Da cazzari senza via d'uscita, arriviamo giusto in tempo per l'ultima canzone dei Forma, un duo marchigiano abile nel sovrapporre ritmiche punk funk su basi elettroniche all'ennesima potenza. Se abbiamo sbagliato il paragone, ci scusiamo già da ora con la band. Dopo di loro è il turno dei Fast Animals And Slow Kids, vincitori dell'Italia Wave 2010, prodotti da Appino degli Zen Circus. Il quartetto perugino è bell'esempio di come si dovrebbe suonare rock italiano in epoca post MySpace. Un po' Teatro Degli Orrori un po' Fine Before You Came (ma con un piglio più sarcastico), quella dei giovani umbri è un'esibizione dura, secca e veloce, nevrotica al punto giusto. Brani come "Lei" e "Pontefice", proiettati su binari live, traggono nuova linfa divorando i numerosi watt a disposizione. Mancheranno sicuramente il fiuto e il senso del gol, ma questi Slow Animals And Fast Kids rientrano sicuramente tra le nuove promesse da tenere d'occhio.

Finalmente è il turno delle pecore nere del sottobosco musicale italiano. Quando i Camillas salgono sul palco, sembra di stare in un locale di Bologna per la gente che si è assiepata. La scintilla sono il vocabolario non sense di Zagor e l'aritmetica minimal punk-pop di Ruben. Dopo una prima scheggia che è già una presa per il culo (trattasi di puro e semplice soundcheck!), ecco il duo pesarese gettare i semi di un'esibizione musicalmente e maliziosamente ineccepibile. Pezzi come "Bisonte", "La Canzone del Pane" e "Mi Dai Fastidio" da queste parti li canticchiano pure le casalinghe a colazione, e la reazione del pubblico non puo' che rivelarsi un tripudio di cori ed euforia generale. Per quel che concerne gli headliner della serata, non c'è assolutamente partita: i Mariposa sono una forza della natura, un'orchestra di sette persone che agisce per il bene della musica. Un'ora scarsa di concerto che, per DNA e caratura tecnica, mi ha ricordato l'esibizione degli A Certain Ratio dell'estate scorsa a Fano. Nelle vene dei sette scorre sangue funk, pop, jazz e new wave. Il tutto su intelaiature rock da mandare in visibilio qualsiasi discepolo del conservatorio; un groove eccezionale che penetra la testa dell'ascoltatore e lo spinge ad agitarsi senza la minima interruzione. Gianluca Giusti e Michele Orvieti smanettano su sintetizzatori e tastiere, Valerio Canè al basso non sbaglia una nota, Enzo Cimino dietro le pelli è un simpaticissimo metronomo umano. E poi c'è Fiori, Fiori Alessandro, di un altro pianeta per look, voce e presenza scenica. Persino un Enrico Gabrielli un tantino spaesato nella solitudine di una sigaretta pre-concerto ne viene fuori rinvigorito sul piano fisico e morale, innalzandosi su altalene di fiati, malmenando campanacci tropical afro.

E' il potere della musica che rigenera le persone: dinanzi alle scariche elettriche e sognanti dei Mariposa, non c'è sbadiglio che tenga. L'approccio è punk, la presenza scenica ineccepibile, gli arrangiamenti e la sezione ritmica da pelle d'oca. Un capolavoro come "Tre Mosse" (tratto "Semmai Semiplay") mi convince ad acquistare il loro ultimo album. La canzone di Battiato devastata da DJ Prezioso ballatevela voi! Stasera io ho dato, e dopo aver fatto ridere persino Gabrielli con una battuta su Stefano D'Orazio dei Pooh, posso pure tornarmene a casa felice e contento.

 

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