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Godspeed You! Black Emperor @ Bologna, 11 Aprile 2015

  • Scritto da Enrico Tallarini
godspeed_bologna
C'era grande attesa per il ritorno in Italia dei Godspeed You! Black Emperor, la band canadese stasera di scena all'Estragon di Bologna per presentare il nuovo disco “Asunder, Sweet and Other Distress”, pubblicato qualche settimana fa per la Constellation Records.

Ad aprire la serata un'ospite d'eccezione: Carla Bozulich, che in duetto con Don The Tiger avrà il compito di scaldare una sala già in ebollizione, regalando un mini set intenso e applauditissimo, tra feedback, chitarre e una voce nervosa e graffiante.

Il tempo di un fulmineo cambio palco e tutto è pronto per l'arrivo in scena del collettivo canadese. L'Estragon è a un passo dal sold out quando Efrim Menuck e compagni, uno alla volta, prendono posto sul palco, dove le sedie posizionate a ferro di cavallo già li aspettano.

Niente orpelli, zero luci e zero effetti, solo videoproiezioni ad amplificare l'impatto sensoriale: si attacca alla grande con “Hope Drone”, con il violino di Sophie Trudeau a farla da padrone, in un crescendo continuo, con il climax interrotto da un inaspettato black out, che ha rischiato seriamente di far saltare i nervi alla band e rovinare una performance ai limiti della perfezione.

Per fortuna tutto ritorna alla normalità in pochi minuti; si riparte da dove ci si era fermati e il treno GYBE! prosegue il suo viaggio per quasi due ore, senza dire una parola che sia una e senza mostrare mai la faccia, travolgendo tutto e tutti con un concerto enorme, oscuro, sospeso e granitico.

In scaletta due brani nuovi, “Mladic” e l'ultimo disco “Asunder, Sweet and Other Distress” suonato per intero, a volumi altissimi, mentre le due ore di concerto volano via in un baleno.

Gli otto se ne vanno uno alla volta, destratificando il suono, ma il pubblico dell'Estragon rimane lì, immobile, a invocare a gran voce un bis che stasera sarebbe stato superfluo.

Trovare l'epilogo perfetto non è cosa da tutti. I Godspeed You! Black Emperor, oggi, ci sono riusciti.
La messa è finita. Andate in pace.