Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

GINO PAOLI e DANILO REA @ Traversetolo (PR), 24 Luglio 2012

gino paoli parmaTutto per il verso giusto. Alla fine anche quel temibile temporale che fino a pochi minuti prima minacciava lo svolgersi del concerto ha deciso di fare marcia indietro.

E così ci ritroviamo a passeggiare per lo splendido Parco della Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, una tra le location più suggestive e spaziose che si possano immaginare. Un parco romantico, secolare, pieno in ogni ordine di posti e ideale per ospitare la voce e le note di pianoforte di Gino Paoli e Danilo Rea, in scena stasera nell'ambito della rassegna “NottediNote”.

Sono quasi le ventidue quando i due raccolgono i primi applausi del pubblico. Rea è seduto al piano e Paoli mette subito le cose in chiaro: quella che ci aspetta sarà una serata all'insegna del jazz, del jazz come impostazione, voglia di improvvisare e soprattutto di divertirsi, come una prova in casa tra amici. “Se non vi sta bene potete sempre andarvene” aggiungerà lo stesso Paoli, con ben poca ironia. E il risultato è sorprendente.

Oltre novanta minuti alle prese con alcune tra le canzoni italiane più belle di sempre, con omaggi anche ad altri compagni e genovesi illustri ed anche a pezzi della tradizione napoletana e a classici del jazz. Tra “La Canzone dell'Amore Perduto” di De Andrè e “Vedrai Vedrai” di Luigi Tenco scorrono alcuni tra i momenti più alti della carriera di Paoli: canzoni avvolte da una veste nuova e miracolosamente ringiovanite.

Sapore di Sale”, “Senza Fine”, “La Gatta”, “Il Cielo in Una Stanza”, “Che Cosa C'è”, “Ti Lascio una Canzone” basterebbero già da sole, ma il pianoforte impazzito di un Rea in gran forma regala loro una freschezza e un'imprevedibilità nuove.

Rea offrirà anche qualche minuto del suo personale "Omaggio a De Andrè", riproponendo alcune sue canzoni, tra cui “Bocca di Rosa”, spogliate e rese all'osso, come piccole suite di pianoforte.

E senza dire una parola, tra una sigaretta e l'altra, il duo torna sul palco e regala un bis sulle note di “Una Lunga Storia d'Amore”, che chiude con un sorriso e qualche brivido una serata perfetta.