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Francesco De Gregori @ Parma, 20 Marzo 2016

  • Scritto da Enrico Tallarini
de gregori parma
A meno di un anno di distanza dalla fine del “Vivavoce Tour 2015”, Francesco De Gregori torna sui palchi dei più prestigiosi teatri italiani per presentare i brani del nuovo album “Amore e Furto”, che vedono il cantautore romano tradurre e interpretare undici canzoni di Bob Dylan, a celebrare un'ammirazione esplicita e lunga decenni.

De Gregori canta Bob Dylan dunque, e stasera lo fa in quel gioiello che è il Teatro Regio di Parma, sold out da settimane e pronto a lasciarsi ammaliare dalla classe e dal repertorio di un artista che, soprattutto dal vivo, migliora esponenzialmente di anno in anno.

Vai Principe!” sono le prime parole che esplodono a luci spente in sala, mentre la band fa il suo ingresso tra gli applausi e l'inconfondibile sagoma di De Gregori compare accennando un saluto nella penombra.

La prima parte dello show è tutta dylaniana, con ben otto pezzi in successione da “Amore e Furto”. Tocca a “Via della Povertà” aprire le danze, a cui seguono il blues di “Acido Seminterrato” e una toccante “Non è Buio Ancora”, dall'alto di una band evidentemente in stato di grazie e una voce, quella di De Gregori, che continua ad aumentare di sfumature e intensità di concerto in concerto.
Non Dirle Che Non è Così” e “Un Angioletto Come Te” portano avanti una prima parte impeccabile, che si chiude sulle note di “Come il Giorno”, prima di una breve pausa.

Qualche minuto dopo tocca a una commovente versione di “A Pa'” aprire la seconda parte di concerto, tra immancabili classici (“Generale”, “La Leva Calcistica Della Classe 68”, “Buonanotte Fiorellino”, “La Storia”, “Rimmel”), canzoni più rare dal vivo (“La Casa”, “Battere e Levare”, “L'Agnello di Dio”, “Pablo”) e un'intensa versione di “Pezzi di Vetro”, eseguita voce e chitarra da un De Gregori rimasto solo sul palco.

È sulle note di “Rimmel” che gli undici della band escono di scena, prima di un richiestissimo bis con “La Donna Cannone” e la dylaniata “Fiorellino #12&35”, che sigillano una serata da incorniciare.

Lunga vita al Principe. Chapeau.