Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Einstürzende Neubauten @ Bologna, 28 Novembre 2014

  • Scritto da Enrico Tallarini
einsturzende_neubauten
Chi ha già avuto la fortuna di vedere gli Einstürzende Neubauten sbattersi e massacrare ferraglie e strumenti su un palco, saprà bene come ogni serata in loro compagnia finirà con l'essere qualcosa di diverso da un semplice concerto.

Siamo all'Auditorium Manzoni di Bologna per la prima italiana del nuovo spettacolo “Lament”, con cui il collettivo tedesco guidato da Blixa Bargeld affronta quel passaggio cruciale della nostra Storia che va sotto il nome di Prima Guerra Mondiale, in occasione del centenario della sua esplosione.

L'attesa è trepidante, e la sala è sold out da settimane. Sono da poco passate le ventuno e trenta quando il palco si illumina di anomale e asettiche luci bianche, da sala operatoria, e un quartetto d'archi e un tastierista prima, e i cinque berlinesi poi fanno il loro ingresso di fronte a una platea che sta ancora finendo di sistemarsi.

La guerra non scoppia, e non è mai stata prigioniera o incatenata / Si muove / Se qualcosa intorno a lei si modifica..” Sono lamiere, archi e ferraglie ad accompagnare le prime parole di “Lament”, stampate su delle tavole e mostrate una ad una al pubblico da Bargeld, mentre uno strato di stridore sonoro riempie l'aria del Manzoni.
Uno spettacolo studiato al dettaglio, meraviglia per occhi, orecchie e memoria, da seguire con un occhio alla scena e uno al libretto d'opera, mentre si viene travolti ed estasiati dalla potenza emotiva sprigionata dai dieci sul palco.

I rumori dell'acciaio, compressori ad aria, basso, chitarra e percussioni, con l'aggiunta di un ensemble di archi e tastiere, per più di cento minuti di un lamento doloroso e spettacolare, che crea stati di agitazione senza rinunciare a un'idea di show godibile e contemporaneo.

Registrazioni originali di prigionieri, tappeti sperimentali, voci: si chiude tra gli applausi una grande serata, alle prese con una band unica e inimitabile.
Più che un semplice concerto, un momento musicale straordinario.

Il tempo per un paio di bis e con “Ich Gehe Jetzt”, per voce e compressori, si chiude una performance indimenticabile, che dà voce alle atrocità della Storia lasciandoci ancora una volta a bocca aperta. Chapeau.