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dEUS @ Marina di Ravenna (RA), 03 Luglio 2012

deus hana biUna serata da ricordare, e non solo per i timpani, che lesi (irrimediabilmente?) continuano a fischiare anche mentre sto scrivendo. Vedere i dEUS in un paradiso come l'Hana Bi, gratis, a due centimetri dal palco e dopo un tuffo al mare è qualcosa che rasenta la perfezione, che neanche nei sogni migliori.

Saltata la coincidenza Radiohead, e perciò liberati molti dei presenti, non c'erano più scuse per mancare a uno degli appuntamenti più attesi dell'estate.

Arriviamo che è metà pomeriggio, e all'Hana Bi non c'è ancora nessuno. Ci sono però già i dEUS, rilassati e in versione spiaggia, cocktail in mano e un tuffo al mare ogni tanto. Ci facciamo un tuffo anche noi mentre dal soundcheck parte “Little Arithmetics”, e sono già le ventuno.

Ci fiondiamo in prima fila e diamo un'occhiata al palco, mentre tutto intorno l'Hana Bi comincia ad affollarsi. Il mitico palco tettoia stasera sembra esplodere, troppo piccolo per contenere l'enorme mole di luci e strumentazione della band belga. Si fatica a respirare dal caldo che fa. Il tempo di pregare e tutto comincia, quando un boato saluta l'arrivo dei cinque sulle note proprio di “Little Arithmetics”. Volumi altissimi e tiro come sempre impeccabile.

A smuovere le anche ci pensa poi “The Architect”, con Barman che si dimostra da subito in gran forma. La cannonata trapana orecchie porta però il nome di “Instant Street”, con la sua coda al fulmicotone, potente a tal punto da far saltare l'impianto elettrico dell'Hana Bi. Panico. Passano i minuti e si resta in silenzio, mentre Barman si diletta in un conto alla rovescia con la speranza di portare un po' di fortuna e sistemare le cose. Ci vorrà qualche minuto. Un piccolo inconveniente tutt'altro che spiacevole, che non fa che rendere ancora più unica e speciale la serata.

In scaletta molto dagli ultimi “Keep You Close” e “Following Sea”, e nonostante dal vivo i dEUS funzionino a prescindere, il divario fra la nuova e la vecchia produzione si sente eccome. Mentre il polistrumentista Janzoons sembra essere l'unico a soffrire qualche problema tecnico, arrivano un'impeccabile “Quatre Mains”, “If You Don't Get What You Want”, la tirata “Bad Timing” e la sempreverde “Roses”, che infiamma ed esalta anche quelli della vecchia guardia, del “sì, bravi, ma una volta erano meglio”.

Bis con “Morticia Chair” e l'attesissima “Suds & Soda”, che già dalle prime e inconfondibili note di violino scatena tra il pubblico un'onda che si fa tutt'uno con il mare.

Alla fine resta il silenzio, e quel fischio alle orecchie che con un sorriso ti accompagna dritto fino al cuscino. A parte qualche intoppo tecnico e qualche feedback di troppo, una di quelle serate da portare al Camposanto.

L'unica vera pecca: la durata. Musicisti così li si starebbe a sentire fino alla mattina. Ma forse è meglio così. Una buona occasione per tornare a vederli. Ancora, ancora, e ancora una volta.

Lunga vita ai dEUS, e lunga vita all'Hana Bi.

E in tutto questo le orecchie continuano a fischiare. Mi devo preoccupare?

 

Guarda tutte le foto del concerto

 

dEUS - Instant Street @ Hana Bi



 

dEUS - The Architect @ Hana Bi