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BIKINI KILL FESTIVAL @ Gallipoli (LE), 1 Agosto 2012

Terza edizione del Bikini Kill Festival, kermesse itinerante di sonorità spigolose e band completamente al femminile alla sua prima apparizione in terre salentine. Line-up di tutto rispetto: Be Forest, Honeybird & The Birdies e Maria Antonietta a sventolare la bandiera tricolore, le finlandesi The Splits ad affogare carnagione chiara e rock'n'roll di matrice riot grrrl nella sabbia e nelle acque del Mediterraneo più infuocato.

 

LA LOCATION

Parco Gondar di Gallipoli, tra i maggiori catalizzatori di musica dal vivo di tutto il Sud Italia, architettonicamente ben distribuito e soprattutto a due passi da una delle spiagge più suggestive dell'intera penisola.

 

I LIVE

Be Forest: attaccano un pochino in sordina ma tempo una manciata di canzoni ed ecco che il veleno allucinogeno del trio pesarese comincia a scorrere nelle vene del pubblico e di una band che non sgarra un accordo e riesce, come sempre, a ipnotizzare turisti, curiosi e appassionati. Giovanissimi e con un curriculum di tutto rispetto tra benedizioni critiche e apparizioni live, Erica, Costanza e Nicola disegnano traiettorie orientaleggianti in un processo di scarnificazione sonora frutto di un impatto che oscilla tra carezze glaciali e accelerazioni nebbiose. Apice del breve ma godibilissimo set, la cupissima "Florence" accompagnata dall'ultima arrivata "Hanged Man". A un anno e mezzo dalle emozioni di "Cold" e in prospettiva nuovo album, chiudere gli occhi e sognare è il minimo che si possa fare!

Honeybird & The Birdies: prendete le indimenticabili Raincoats, amalgamate con un pizzico di Blonde Redhead, addentate una squisita fetta di anguria e scatenatevi sulla miscela più sbilenca e infuocata possiate pescare in circolazione. Il trio italo-americano è una forza della natura, devastante per spirito di intrattenimento, presenza scenica e competenza tecnica. D'ora in avanti, mai più un centimetro di libertà. Bombe allucinogene fatte esplodere nella folla.

Maria Antonietta: dall'infuocato release party pesarese in un Dalla Cira gremito fino ai bagni, nel curriculum dell'artista marchigiana sono passati qualcosa come due video, una sessantina di concerti e un ritorno crescente tra fan sfegatati, revisionisti e semplici ammiratori. Ad ostacolarne la tiratissima mezz'ora di set, problemi tecnici di varia natura e un impianto che trasforma l'innocenza di "Questa è la mia Festa" in un singhiozzo senza via d'uscita. Imbracciata l'immancabile Fender Jaguar, ci pensano le bordate "Tu sei la verità, non io" e "Santa Caterina" a rimettere tutto nero su bianco, con passaggi di curiosità e stupore nella rivisitazione elettrica di "Sylvia Plath", direttamente dal primo, quotatissimo, album datato 2010. Coda di feedback e bacchette in frantumi sulle note di "Dea", omaggio ai mitici 90's e agli Afterhours dei tempi che furono. Ce ne fossero di musiciste con questa grinta!

The Splits: letteralmente ipnotizzate dalla situescion, distese e rilassate dentro e fuori dal palco, le finlandesi The Splits intrattengono il pubblico del Parco Gondar con un tributo, ahimé non originalissimo, alla mitica (e irreplicabile) stagione delle riot grrrl, spuntandola come la versione ad occhi azzurri delle indimenticabili Bikini Kill, con il dovuto abisso tra le rispettive compagini. Il coraggio di una drummer in dolce attesa e le urla della singer nonché leader della band, sono gli spunti migliori di un'esibizione sincera e appena sufficiente. Nonostante ciò, se fossero nate da qualche parte negli U.S.A., in questo momento lotterebbero con le Dum Dum Girls per un posto in prima fila.