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Scrittori famosi suicidi

david foster wallaceCome suicidarsi? Ce lo dicono i grandi della letteratura. Scrittori italiani o stranieri, famosi o misconosciuti, fa poca differenza: il suicidio è un morbo che non conosce nazionalità. Nemmeno i premio Nobel ne sono immuni. Che sia per amore o depressione il risultato è lo stesso; i modi per farlo invece sono molto personali.

Cesare Pavese diceva che «non manca mai a nessuno una buona ragione per uccidersi». Se fosse vero allora si potrebbe obiettare che non manca nemmeno una buona ragione per vivere. Albert Camus, dal canto suo, era convinto che «bisogna amarsi molto per suicidarsi». Evidentemente lo scrittore francese non si amò mai abbastanza, dato che morì in un incidente automobilistico. Cioran, invece, se la cava alla grande e con la frase «non vale la pena uccidersi, dato che ci si uccide sempre troppo tardi» chiude una volta per tutte il discorso suicidio.

Ma cosa accomuna questi scrittori, oltre al fatto che si sono suicidati o hanno tentato di farlo? La scrittura, certo. Ma anche la disperazione, la mancanza di vie d'uscita.

In "Infinite Jest", David Foster Wallace scrive: “La persona che ha una così detta "depressione psicotica" e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette "per sfiducia" o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l'invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme”.

Finché non lo si prova il suicidio rimane un mistero. Meglio rimanere nel dubbio.

 

1. Cesare Pavese (morto il 27 agosto del 1950 per aver ingerito più di dieci bustine di sonnifero).

2. Davis Foster Wallace (impiccato nel patio di casa, la sera del 12 settembre 2008).

3. Virginia Woolf (si riempì le tasche di sassi e si lasciò annegare nel fiume Ouse il 28 marzo 1941).

4. Ernest Hemingway (si è sparato un colpo di pistola alla tempia la mattina del 2 luglio 1961).

5. Primo Levi (morì gettandosi dalla tromba delle scale l'11 aprile 1987).

6. Silvia Plath (l'11 febbraio 1963 sigillò porte e finestre ed inserì la testa nel forno a gas).

7. Carlo Michelstaedter (colpo di pistola, il 17 ottobre 1910. Sul frontespizio della tesi aveva disegnato una "fiorentina", una lampada ad olio, e aggiunto in greco: apesbésthen, «io mi spensi»).

8. Guido Morselli (si toglie la vita con un colpo di pistola, nella notte del 30 Luglio 1973. «Non ho rancori» lasciò scritto in una lettera alla questura di Varese).

9. Emilio Salgari (nel 1909 tenta per la prima volta il suicidio, gettandosi su una spada, ma viene salvato. La mattina del 25 aprile 1911 si toglie la vita squarciandosi gola e ventre con un rasoio).

10. Yukio Mishima (il 25 novembre 1970 si toglie la vita tramite seppuku, il suicidio rituale dei samurai, trafiggendosi al ventre e facendosi poi decapitare.

11. Robert Ervin Howard (l'11 giugno 1936, distrutto fisicamente e moralmente dalla malattia della madre, Howard si dirige in auto verso il deserto, dove si suicida con un colpo di pistola alla tempia. La madre lo seguirà il giorno successivo).

12. Franco Lucentini (malato di un tumore ai polmoni, si tolse la vita gettandosi dalla tromba delle scale del proprio appartamento, il 5 agosto 2002).

13. Ernst Toller (si suicidò in un albergo di New York il 22 maggio 1939, dopo aver amaramente constatato di aver perso la vena poetica e creativa).

14. Heinrich von Kleist (si sparò un colpo di pistola alla testa, il 21 novembre 1811).

15. Romain Gary (a poco più di un anno di distanza dal suicidio della ex moglie, profondamente travagliato dalla decrepitezza legata al proprio invecchiamento, si diede la morte sparandosi in bocca, il 2 dicembre 1980).

16. Stefan Zweig (suicidatosi in Brasile, insieme alla sua seconda moglie, il 23 febbraio 1942. Si iniettò del Veronal).

17. Jerzy Kosinski (morì soffocato, avvolto da un sacchetto di plastica, il 3 maggio 1991).

18. Anne Sexton (dopo diversi tentativi di suicidio, il 4 ottobre del 1974, anno del suo divorzio, Anne Sexton scese in garage e dopo aver acceso il motore della sua macchina si lasciò morire per inalazione di monossido di carbonio).

19. Hunter S. Thompson (Thompson è morto con un colpo d'arma da fuoco nella sua abitazione presso Aspen, nel Colorado, il 20 febbraio 2005).

20. John Allyn Berryman (Il 7 gennaio 1972, Berryman, ancora ossessionato dal suicidio del padre, pose fine ai suoi giorni lanciandosi nel fiume Mississipi dal Washington Avenue Bridge di Minneapolis).

21. John Kennedy Toole (il 26 marzo 1969 si sedette nella sua auto, mise un tubo fra la marmitta e l’abitacolo e si lasciò morire per asfissia.

22. Elise Cowen (si suicidò, saltando attraverso la finestra chiusa del soggiorno e precipitando a terra dal settimo piano, il 1 febbraio 1962).

23. Guy-Ernest Debord (muore suicida il 30 novembre 1994 nella sua casa di Champot-Bas, una località dell'Alta Loira, con un colpo di pistola al cuore).

Suicidi incerti:

24. Jack London (morto in circostanze oscure il 22 novembre 1916).

25. Kurt Vonnegut (morto il 10 aprile 2007, a causa di un forte trauma cerebrale in seguito a una caduta in circostanze ambigue).

26. Edgar Allan Poe (morto il 7 ottobre 1849 a Baltimora, dove viene trovato delirante per le strade con abiti non suoi e invocante il nome ‘Reynolds’. Si spense in circostanze misteriose).

27. Vladimir Vladimirovič Majakovskij (la morte, avvenuta per supposto suicidio il 14 aprile 1930, è ancora un capitolo ambiguo della storia sovietica: alcuni storici hanno messo in dubbio la versione del suicidio amoroso e hanno indicato la probabilità che Majakovskij sia stato "suicidato" da sgherri del regime).

28. Yasunari Kawabata (fu uno dei primi a scoprire e apprezzare il genio letterario di Yukio Mishima. Pur avendo stigmatizzato pubblicamente il gesto con cui aveva posto termine alla sua vita, analogo del resto a quello di tanti scrittori giapponesi, morì probabilmente lui stesso suicida nel 1972).

29. John Henry Mackay (Mackay morì il 16 maggio 1933, probabilmente a causa di una overdose di morfina, nonostante soffrisse da parecchi anni di numerose malattie). Suicidi fallimentari 30. Raymond Chandler (tenta il suicidio, fallendo, nel 1955, a un anno dalla scomparsa della moglie).

Suicidi fallimentari:

30. Raymond Chandler (tenta il suicidio, fallendo, nel 1955, a un anno dalla scomparsa della moglie).