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Settembre: Una mano di Classici

Scrive Alberto Asor Rosa: «I "classici” sono "opere" di particolare valore o, come io preferisco dire, dotate di un livello molto elevato di identità. Se facciamo una "scelta di opere" e le segnaliamo per la loro significatività, facciamo qualcosa che assomiglia molto a un "canone dei classici"». Una prima variabile imprescindibile nella determinazione di un "Canone dei classici" è il riconoscimento di un qualche "codice genetico nazionale".

Ecco, questo è il Canone dei classici di oggi.

Sarà che tra una settimana volerò a Parigi; sarà che il “classico” per me ha l’erre moscia, ma queste cinque chicche di letteratura francese vanno sicuramente lette (se non lo avete ancora fatto) e ri-lette (soprattutto se le avete lette all’età di sedici anni: l’adolescenza porta o a mitizzare troppo o a scordare tutto).

A voi una selezione di cinque classici da leggere a settembre:

 

1. Una vita, Guy de Maupassant, (1883)

2. L’immoralista, André Gide (1902)

3. Lo straniero, Albert Camus, (1942)

4. Esercizi di Stile, Raymond Queneau, (1947)

5. La nausea, Jean-Paul Sartre, (1938)