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Novembre: 5 classici da ripescare

Secondo Italo Calvino, classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «Sto rileggendo...» e mai «Sto leggendo...». quindi, se li avete già letti, non storcete il naso in segno di superiorità: rileggeteli.

Se invece li avete già riletti, allora ricordatevi di quello che dicevano, perché un classico non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

 

“Uomini e topi”, John Steinbeck (1973)

La storia è ambientata in una fattoria dove vivono e lavorano, in dure condizioni, alcuni braccianti, tra i quali George e Lennie, i due "paisanos" protagonisti. Lennie, sebbene dotato di un'enorme forza fisica che lo rende un gran lavoratore, è affetto da ritardo mentale: è un minus habens che non sa controllare la propria potenza fisica. Consapevole della propria inferiorità, Lennie trova in George il punto di riferimento affidandosi completamente a lui; con l'amico condivide il sogno di comprarsi un giorno una casetta provvista di conigli da allevare. George, che conosce bene l'ingenuità e la sensibilità di Lennie, lo asseconda facendogli credere che il sogno della casetta possa diventare realtà. Nel finale Lennie, senza volerlo, uccide la sensuale e provocatrice moglie di Curley, il figlio del padrone della fattoria, spezzandole l'osso del collo. Disperato, George si vede costretto a uccidere l'amico, in un estremo atto d'amore fraterno, per salvarlo dalla violenza e dalla furia omicida di Curley e degli altri braccianti.

- “Piccole donne”, Louisa May Alcott (1868)

La storia è quella della famiglia Alcott, diventata March nel libro: le quattro sorelle, Margaret, Josephine, Elizabeth e Amy sono le protagoniste della storia, che si svolge intorno agli avvenimenti domestici accaduti nell'anno in cui il padre è lontano da casa perché e nell'esercito durante la Guerra Civile .Le ragazze vivono come un gioco, esse tentano di lavorare ai propri difetti e cercano dei piccoli lavoretti per il sostentamento quotidiano, accompagnate da altri personaggi come la madre, la domestica Hannah e l'amico Laurie. Il lieto fine è d'obbligo e anche la riflessione su argomenti moralistici, che la scrittrice propone ai suoi lettori seriamente ma senza essere noiosa.

- “Il signore delle mosche”, William Golding (1954)

Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Golding nel 1983 ha ottenuto il Nobel per la letteratura.

- “Il grande Gatsby” , Francis Scott Fitzgerald (1925)

È il terzo romanzo di Francis Scott Fitzgerald e a giudizio di molti la sua opera più compiuta(T.S. Eliot lo definì "il primo passo avanti per la narrativa americana dai tempi di Henry James"). Nella storia di Jay Gatsby, oscuro avventuriero alla ricerca di un personale posto al sole nel sogno americano, e del suo amore impossibile per Daisy Buchanan, Fitzgerald sembra riversare tutte le inquietudini celate dietro lo sfarzo degli anni Venti, rinunciando alla spensieratezza dei libri giovanili in favore di toni più crepuscolari e raggiungendo un equilibrio stilistico che fa di questo romanzo uno dei grandi classici del Novecento. Oggi i lettori italiani possono riscoprire "Il grande Gatsby" in una nuova traduzione firmata da Tommaso Pincio, autore dei romanzi "La ragazza che non era lei", "Lo spazio sfinito" e "Cinacittà". Completano il volume una prefazione storico-critica dell'americanista Sara Antonelli e una postfazione del traduttore.

“La nausea”, Jean-Paul Sartre (1932)

È il terzo romanzo di Francis Scott Fitzgerald e a giudizio di molti la sua opera più compiuta (T.S. Eliot lo definì "il primo passo avanti per la narrativa americana dai tempi di Henry James"). Nella storia di Jay Gatsby, oscuro avventuriero alla ricerca di un personale posto al sole nel sogno americano, e del suo amore impossibile per Daisy Buchanan, Fitzgerald sembra riversare tutte le inquietudini celate dietro lo sfarzo degli anni Venti, rinunciando alla spensieratezza dei libri giovanili in favore di toni più crepuscolari e raggiungendo un equilibrio stilistico che fa di questo romanzo uno dei grandi classici del Novecento. Oggi i lettori italiani possono riscoprire "Il grande Gatsby" in una nuova traduzione firmata da Tommaso Pincio, autore dei romanzi "La ragazza che non era lei", "Lo spazio sfinito" e "Cinacittà". Completano il volume una prefazione storico-critica dell'americanista Sara Antonelli e una postfazione del traduttore.