Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

L'armata dei sonnambuli (WU MING)

  • Scritto da Marco Tonelli
Fare la rivoluzione, non è cosa semplice. Il cambiamento drastico e repentino, specialmente se ottenuto con la violenza, genera caos e distruzione. Gli ideali, le ideologie e il populismo non riescono ad arginare la forza della massa, la quale, spesso e volentieri si comporta in maniera irrazionale e violenta. Cosa rimane quando un ordine precostituito si infrange in mille pezzi? Cosa cova sotto la cenere dello stato, del potere, dell'ordine e della legge? Certo, è assolutamente riduttivo affermare che l'unico risultato che la ghigliottina, i tumulti e il sangue nelle strade abbiano ottenuto sia una catena infinita di morte e distruzione. Molto spesso, la consapevolezza e la crescita della società si generano grazie alla rottura delle catene, all'irruzione sulla scena di un popolo affamato e arrabbiato. Ma una rivoluzione non è solo quello, è un grande teatro, un palcoscenico in cui recitare la propria parte fino alla fine, con la consapevolezza di lasciarti indietro molte cose e di guadagnarne altre, nel bene e nel male.

La rivoluzione francese è stato questo e altro. Un vulcano in eruzione che nel suo processo fisiologico ha spazzato via tutto e tutti, in un gioco continuo di idoli caduti, rivolte, assassinii e follia dilagante. Dal 1789 al colpo di stato di Napoleone Bonaparte, avvenuto nel 1799, è successo di tutto. Marat, Danton, Robespierre e Saint-Just cadono uno ad uno sotto i colpi del caos da loro stessi generato, l'anarchia dilaga e forze oscure mirano a ristabilire un ordine che per forza di cose non potrà più esserci.

Come un'opera teatrale dall'esito incerto e dalla sceneggiatura incompiuta, “L'armata dei sonnambuli” mette in scena la Parigi del terrore. Dalla testa di Luigi XVI al colpo di stato del Termidoro, in mezzo 17000 condanne a morte, ogni volta un nemico da uccidere e sterminare, in un marasma infinito di fazioni rivali da condannare e reprimere, che siano i Brissottini la borghesia, o i “monopolatori” del commercio, il tutto con un popolo da accontentare, da imbrigliare e scatenare anche contro se stesso. Insomma, ce n'é di materiale per il collettivo bolognese Wu Ming, da sempre incline a trasformare il romanzo storico, in una sorta di concentrato esplosivo di passato, presente e perchè no futuro. Un passato riletto con i linguaggi odierni, trasformando il tutto in una specie di fumettone Pulp, non per questo poco accurato e dettagliato. Come ben sappiamo la ricerca e l'attenzione per i particolari e soprattutto i chiaro scuri della storia, sono da sempre le armi di questo manipolo di narratori intenti a rileggere il presente attraverso un altroieri che non è poi così lontano.

757 pagine che scorrono veloci e incalzanti, una scrittura inizialmente quasi disgregata e caotica, che snocciola una serie quasi infinita di personaggi, documenti storici, e linguaggi differenti che si mischiano tra loro. Insomma, non potevano ritrarre in maniera migliore un periodo, in cui i contorni tra il bene e il male sono decisamente fumosi e cangianti. Un caos che per forza di cose deve diventare rassicurante, deve offrire una prospettiva morale. Ed è per questo motivo che mano a mano che si va avanti nella lettura i contorni della vicenda diventano più chiari e definiti. Da una parte Scaramouche aka Leonida Modonetti, una sorta di super eroe antelitteram, Marie Noziére, una donna forte e determinata, e infine il dottor Orphée D'Amblanc, uomo integerrimo che decide di usare a fin di bene la magnetizzazione, sorta di tecnica di ipnotizzazione, capace, attraverso il sonnambulismo, di condizionare gli altri. Il fluido magnetico, diventa una sorta di chiave di lettura attraverso il quale leggere le dinamiche della società. Insomma, il più forte cerca di condizionare l'altro attraverso il sonno della ragione, il sonnambulismo appunto. Pratica che verrà utilizzata per fini oscuri dal cavaliere D'Yvers, la rappresentazione perfetta del regime dittatoriale e fascista. In una nazione in preda all'anarchia, questo villain da fumetto cerca di riportare l'ordine attraverso il caos e la devastazione. La sua armata dei sonnambuli scatenerà la controrivoluzione con l'obbiettivo di mettere a tacere le richieste del popolo, e ristabilire una sottomissione ad una classe dominante che per forza di cose è superiore.

Se mai dovessi trovare un difetto, ad un romanzo seppur perfetto dal punto di vista narrativo e stilistico, sta proprio nella portata  forzatamente morale della narrazione. In poche parole, i sonnambuli siamo noi tutti, che ci facciamo dominare da un potere capace di asservire a se stesso le parti più deboli e vulnerabili della società. Che siano i folli, i bambini, le donne o le classi più povere della società. E se da una parte, non è certo possibile obiettare, dall'altra si sarebbe richiesta un'analisi più sfaccettata e meno rassicurante di una cesura storica e sociale capace di cambiare i destini del mondo occidentale.

Voto: 6,5


Info libro:

Scritto da
WU MING, Edito da Einaudi, 2014, 792 pagine.