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Dieci libri a dieci euro: maggio 2012

dieci libri a dieci euro Dieci è il numero delle dita. Dieci sono i comandamenti. Dieci è il voto massimo ottenibile a scuola. Dieci sono gli euro che occorrono per comprare uno di questi libri. Così non rimane quella fastidiosa moneta nel portafoglio.

 

Amélie Nothomb, Acido solforico, pp. 131, Guanda (2008)

(Un nuovo reality show dal nome chiaro e inequivocabile: Concentramento, basato proprio su regole che ricordano il momento più terribile della storia dell'umanità. Per le strade di Parigi si aggira una troupe televisiva con il compito di reclutare i concorrenti che, volenti o nolenti, vengono caricati su vagoni piombati e internati in un campo all'interno del quale altri interpretano il ruolo di kapò. Parte così il gioco, che vede, come da copione classico, l'occhio vigile delle telecamere registrare puntualmente e precisamente la vita di tutti i giorni, e il momento di massima audience si registra quando i telespettatori, da casa, decidono l'eliminazione-esecuzione dallo show di un concorrente attraverso il televoto...).

 

Patrick Süskind, Il profumo, pp. 259, TEA (2007)

(Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell'epoca non povera di geniali e scellerate figure. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouché, Bonaparte, oggi è caduto nell'oblio, non è certo perché Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri e immoralità, bensì perché il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori).

 

Charles Bukowski, Taccuino di un vecchio sporcaccione, pp. 144, Guanda (1999)

(Le corse dei cavalli, gli incontri di boxe, le donne, le sbornie colossali, le interminabili giornate al bar, le avventure spesso sordide sullo sfondo di un'America povera ed emarginata: nel suo libro più celebre, un Bukowski più "arrabbiato" che mai ci restituisce con forza tutto il suo universo narrativo, giustapponendo alla crudezza di una resa realistica l'elemento ludico, la "vis comica", la capacità di sorridere davanti alla desolazione della vita).

 

Paolo Cognetti, Una cosa piccola che sta per esplodere, pp. 158, Minimum Fax (2007)

(Cinque racconti ambientati negli anni più teneri, più violenti, più tormentati della nostra vita. Ereditiere perverse e affascinanti rinchiuse in una clinica per anoressiche, figli scaraventati dai genitori nel naufragio del loro matrimonio e di un'epoca, orfane di giocatori d'azzardo che trovano salvezza nell'immaginazione. Il filo rosso che lega queste storie è il momento, vivo e straziante, in cui prendiamo coscienza della nostra identità, scopriamo il sesso, l'amicizia, la crudeltà del mondo, attraversiamo la linea d'ombra con un atto di rivolta. Dopo "Manuale per ragazze di successo", con questa nuova raccolta Paolo Cognetti torna a fotografare la quotidianità nascosta. La scrittura intensa e precisa, e un sapiente senso dell'intreccio, trovano nell'adolescenza il luogo magico in cui i personaggi, raccontando la propria vita, mettono a nudo la nostra).

 

Jacob Arjouni, Carta straccia, pp. 239, Marcos y Marcos (2011)

(Devoto a Bacco, Tabacco e Venere, Kemal Kayankaya, detective turco con passaporto tedesco, rimedia un ingaggio. Un damerino lo assume per ritrovare la sua ragazza rapita; Kayankaya si trova invischiato in una squallida vicenda di corruzione nella civilissima Germania, inseguendo una banda che specula sui profughi immigrati clandestini, promettendo documenti falsi: carta straccia, appunto. Una perla, drammatica e scanzonata, del genere 'etno-thriller', di cui Arjouni fu il fondatore, ventunenne, all'alba degli anni Novanta).

 

Gabriel García Márquez, Cent'anni di solitudine. Ediz. Speciale, pp. 343, Feltrinelli (2005)

(Macondo è un microcosmo sconvolto da cataclismi biblici, devastato dalla follia degli uomini, e scosso da mille piccoli drammi o gioie quotidiani. È la sede di un secolo di vita della famiglia Buendía, che sono insieme i creatori e i distruttori di questo villaggio cui s'arriva attraverso "nebbiose gole, tempi riservati all'oblio, labirinti di delusione". Il romanzo di Gabriel García Márquez, pubblicato nella collana "Narratori" nel 1968 e in "Universale Economica" nel 1973, è riproposto in un'edizione speciale rilegata per i cinquant'anni della casa editrice).

 

Oscar Glioti, Fumetti di evasione. Vita artistica di Andrea Pazienza, pp. 292, Fandango Libri (2009)

(Un saggio dedicato alle opere di Andrea Pazienza, un'analisi critica della variegata attività artistica dell'autore da Pentothal a Pompeo. Il volume ripercorre la breve ma intensa vita dell'autore, concentrando l'attenzione e l'approfondimento sulla vasta opera di Paz. Forse proprio per questo motivo, paradossalmente, può essere considerato il tentativo più riuscito fatto finora di raccontare l'artista pescarese, anche considerando che spesso i protagonisti delle sue storie non erano nient'altro che suoi alter ego. Il saggio è scandito in tre capitoli dedicati ai personaggi più celebri di Pazienza, quindi Pentothal, Zanardi e Pompeo. Un arco di carriera in cui il fumettista si muove da un estremo all'altro delle possibilità espressive del fumetto. Da un lato Pentothal, in cui c'è una predominanza dell'aspetto visivo a discapito della continuità della narrazione, dall'altra Pompeo, che sfiora il romanzo illustrato, per la predominanza del testo e per la scarnificazione delle immagini).

 

Hermann Hesse, Siddharta, pp. 198, Adelphi (1975)

(Chi è Siddharta? È uno che cerca, e cerca soprattutto di vivere intera la propria vita. Passa di esperienza in esperienza, dal misticismo alla sensualità, dalla meditazione filosofica alla vita degli affari, e non si ferma presso nessun maestro, non considera definitiva nessuna acquisizione, perché ciò che va cercato è il tutto, il misterioso tutto che si veste di mille volti cangianti. E alla fine quel tutto, la ruota delle apparenze, rifluirà dietro il perfetto sorriso di Siddharta, che ripete il "costante, tranquillo, fine, impenetrabile, forse benigno, forse schernevole, saggio, multi-rugoso sorriso di Gotama, il Buddha, quale egli stesso l'aveva visto centinaia di volte con venerazione". Siddharta è senz'altro l'opera di Hesse più universalmente nota. Questo breve romanzo di ambiente indiano, pubblicato per la prima volta nel 1922, ha avuto infatti in questi ultimi anni una strepitosa fortuna. Prima in America, poi in ogni parte del mondo, i giovani lo hanno riscoperto come un loro testo, dove non trovavano solo un grande scrittore moderno ma un sottile e delicato saggio, capace di dare, attraverso questa parabola romanzesca, un insegnamento sulla vita che evidentemente i suoi lettori non incontravano altrove).

 

Primo Levi, La tregua, pp. 272, Einaudi (2005)

("La tregua", seguito di "Se questo è un uomo", è considerato da molti il capolavoro di Levi: diario del viaggio verso la libertà dopo l'internamento nel Lager nazista, questo libro, più che una semplice rievocazione biografica, è uno straordinario romanzo picaresco. L'avventura movimentata e struggente tra le rovine dell'Europa liberata - da Auschwitz attraverso la Russia, la Romania, l'Ungheria, l'Austria fino a Torino - si snoda in un itinerario tortuoso, punteggiato di incontri con persone appartenenti a civiltà sconosciute, e vittime della stessa guerra. L'epopea di un'umanità ritrovata dopo il limite estremo dell'orrore e della miseria).

 

Antonio Seccareccia, Viaggio nel sud, pp. 97, Hacca (2009)

(È un poeta, Seccareccia, di quella grande famiglia di scrittori italiani tra ermetismo e neorealismo che hanno praticato il culto della "letteratura come vita", della vita che sempre trionfa finanche sulla letteratura (...)).