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Dieci libri a dieci euro: Luglio 2012

dieci libri a dieci euroDieci è il numero delle dita. Dieci sono i comandamenti. Dieci è il voto massimo ottenibile a scuola. Dieci sono gli euro che occorrono per comprare uno di questi libri. Così non rimane quella fastidiosa moneta nel portafoglio.

 

Paolo Nori, Grandi ustionati, pp. 192, Marcos y Marcos (2012)

(Non si ricorda, Learco, che a un certo punto si è alzato in piedi nella macchina in fiamme Ochèi, ochèi, si è messo a gridare. E quando l'egiziano che l'ha tirato fuori gli racconta l'incidente per filo e per segno gli vengono, a Learco, delle reazioni sentimentali, ma non è lui è il posto, pensa Learco, che provoca delle reazioni sentimentali, perché la prima volta che l'han messo in piedi sulle sue gambe dopo le operazioni, un'infermiera, gli ha detto sua mamma che si è messa a piangere, quando l'ha visto che camminava, dopo trenta giorni che lo vedeva sempre steso sul letto. Queste sono le nostre soddisfazioni, ha detto questa infermiera, al reparto Grandi ustionati dell'ospedale maggiore di Parma).

 

Gianni Mura, La fiamma rossa, pp. 408, Minimum Fax (2012)

(Nelle pagine del più autorevole giornalista sportivo italiano sfilano le fughe solitarie di Ocaña e le morti strazianti di Simpson e Casartelli, le vittorie fredde di Anquetil e quelle generose di Chiappucci, il regno implacabile di Indurain, la rinascita di Armstrong trionfatore sugli avversari e sulla sua malattia e l’epopea di Pantani, indimenticabile interprete di un ciclismo perduto. Summa di giornalismo e di ciclismo, La fiamma rossa è uno dei libri di sport più appassionati e veri che siano stati scritti in Italia).

 

Slavina, Racconti erotici per ragazze sole o male accompagnate, pp. 110, Perrone (2012)

(Irriverenti, sensuali, ironici e spregiudicati, i racconti di Slavina sono un inno al piacere incondizionato. Perché nell'epoca della post-pornografia il sesso non conosce confini di genere. Né nulla che sia simile all'amore potrà mai essere rinchiuso in un luogo comune. Slavina è qui per dimostrarlo, insieme a una moltitudine di storie dove ogni parola dedica la sua anima - e soprattutto il suo corpo alla scoperta dei propri desideri).

 

Francesco Pacifico, Seminario sui luoghi comuni. Imparare a scrivere (e a leggere) con i classici, pp. 240, Minimum Fax (2012)

(In questo saggio raccoglie 37 passi celebri di altrettanti classici della letteratura, analizzando i dettagli e i meccanismi che costituiscono il vero segreto della scena in questione, il suo "dietro le quinte". Ne emerge un godibile ed efficace manuale di scrittura creativa, perché composto proprio con "l'aiuto" dei grandi scrittori).

 

Richard Brautigan, American dust. Prima che il vento si porti via tutto, pp. 109, Isbn Edizioni (2012)

(Arrivano tutte le sere, d'estate. Scaricano da un furgoncino un divano, tavolini e lampade. E pescano. L'alcolizzato abita in una Baracca. I ragazzi vanno da lui a raccattare i vuoti per rivenderseli e comprare qualcosa, un hamburger oppure una scatola di proiettili. Quel giorno il ragazzino sceglie i proiettili. La seconda guerra mondiale è appena finita, e nessuno fa caso a un adolescente con un fucile sottobraccio, fermo a una stazione di servizio. Il ragazzino è un uomo e ricorda, prima che il vento si porti via tutto, l'America e i suoi sogni, l'alcolizzato e le sue bottiglie, i due sul divano in riva al lago. La scelta, leggera e terribile, tra hamburger e proiettili, un colpo di fucile in un campo di meli e l'amico bello e ferito, lasciato lì a morire dissanguato. "American Dust" è un'elegia delicata e sorprendente, in cui l'infanzia e la morte danzano insieme, avvolte nella polvere del sogno americano).

 

Matteo B. Bianchi, Dizionario affettivo della lingua italiana, pp. 253, Fandango Libri (2008)

(Gli scrittori, per raccontare, usano le parole. Per gli scrittori, quindi, le parole sono strumenti, i cosiddetti "ferri del mestiere". Ma per gli scrittori le parole sono anche legami, idoli, feticci, oppure ragioni di insofferenza, di frustrazione. Le parole sono emotività, sono affetti. Partendo da questa consapevolezza, Matteo B. Bianchi ha chiesto a circa trecento tra narratori e poeti italiani, di individuare la loro parola "affettivamente" più significativa e di renderle omaggio nella forma di una classica definizione da dizionario).

 

Patrick MacGrath, Grottesco, pp. 213, Adelphi (2003)

(Sir Hugo Coal non è mai stato un filantropo. Anche quando non vegetava sulla sedia a rotelle, aveva la tendenza a considerare gli esseri umani meno comprensibili ed eleganti dell'enorme scheletro di sauro che andava pazientemente ricostruendo. Ma quello che vede ora, nella sua villa, nei rari momenti in cui i suoi familiari non lo costringono a fissare una parete, gli piace anche meno. È chiaro che Fledge, l'ambiguo maggiordomo, sta ordendo una sua trama assai sinistra. Di quella trama la moglie, la figlia e sir Hugo stesso, fanno più o meno consapevolmente parte. Quel che è meno chiaro è in che modo sir Hugo possa usare l'unica arma, peraltro letale, che gli resta, il suo "sguardo fisso di lucertola").

 

Gilles Ascaride, Amori moderni, pp. 96, Fernandel (2006)

(Gli amori moderni di Ascaride sono pigiami, telefoni portatili, bidoni della spazzatura, aspirine, libri di cucina, motel e album di fotografie. L'universo misterioso dell'amore si intreccia indissolubilmente con le piccole ossessioni quotidiane. Quella di Ascaride è una riflessione sulle idiosincrasie dell'uomo contemporaneo, sulla sua solitudine, sulla sua inevitabile misantropia, e di come questo amore per gli oggetti, manifestandosi nelle forme più curiose e inattese, si trasformi in una soluzione per ridare un senso alla propria vita).

 

Louis-Ferdinand Céline, Tre balletti senza musica, senza gente, senza niente, pp. 80, Archinto (2005)

(In tre balletti senza musica, senza gente, senza niente sono pubblicati tre balletti (La nascita di una fata; Paul canaglia. Viva Virginie; Van Bagaden) aventi come filo conduttore la tematica, cara a Celine, della danza (e del dionisiaco) quale espressione di vita. Solita straordinaria scrittura, in grado di ricreare i suoni della musica ed i movimenti della danza).

 

Ernst Stadler, La partenza (Testo tedesco a fronte), pp. 171, :duepunti (2010)

("Nei primi giorni del settembre 1914 Ernst Stadler sarebbe dovuto salire sul piroscafo che doveva condurlo in Canada. Invece in quelle stesse ore, Stadler percorreva insieme al suo battaglione il fronte alsaziano, coinvolto nella carneficina della guerra appena scoppiata. Nelle brevi pause tra le marce forzate, gli scontri con l'artiglieria francese e la ricerca di ricoveri di fortuna, il poeta raccoglie giorno per giorno impressioni e giudizi su un quadernetto. Nella sua poesia si compie il superamento della distinzione tra arte e vita che tormentò costantemente tutto l'espressionismo tedesco, determinando, con il prevalere della seconda, la fine del decadentismo. Giovane innovatore dalla grande maturità critica, Stadler fu animato da una persistente tensione al rinnovamento della letteratura e del linguaggio, tanto da ricavarsi un posto fondamentale nel Pantheon della letteratura germanica." (dalla postfazione di Maurizio Pirro)).