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5 consigli letterari del mese: febbraio 2013

In tempi di impersonali megastore, squallide librerie-supermaket e anonime librerie on-line, gli Osservatori Esterni cercano di farvi da consiglieri-librai, proponendovi mensilmente 5 libri, nuovi e vecchi, che vi faranno emozionare, divertire, rilassare, approfondire e incuriosire. Un modo per battere nuovi sentieri editoriali. Libri da leggere assolutamente in caso di manifesta psoriasi causata da letture ripetutamente convenzionali.

Buona lettura!

 

_Noir contaminato: Il Posto Tranquillo – Francesco Tedeschi – Vincent Books, 2012, 216 pagine

(Un romanzo a orologeria, così lo definisce Gianluca Morozzi, nella delirante prefazione al libro d'esordio di Francesco Tedeschi, giovane emergente emiliano. Il romanzo di formazione si ritrova contaminato dalla tensione tipica del thriller psicologico, con ambientazioni di stampo noir e pulp, qua e là velate da sfumature romantiche.)

 

_Romanzo sgangherato: Lo scrittore deve morire. Epiche gesta di due aspiranti autori di best seller – Gianluca Morozzi, Heman Zed – Guanda, 2012, 318 pagine

(Ubermensch Belasco, stravagante editore di Reggio Emilia, convoca lo scrittore Francisco Portali, reduce da un terribile flop letterario, per commissionargli la stesura di quella che a sua detta è la "storia del secolo". Peccato che, a causa dei micidiali effetti di un mix di antidepressivi e vino, l'intrattabile e smemorato Belasco faccia l'errore di chiedere la stessa cosa a un altro fallimentare autore, Ladislao Tanzi. Quando inevitabilmente si ritrova sulla scrivania due romanzi dall'identica trama, in un lampo di fantaeditoria, Belasco decide di assemblarli, producendo l'agghiacciante libro "Un premio da tredici". I giovani Tanzi e Portali, nel demenziale tour promozionale che seguirà, saranno coinvolti in un'interminabile serie di situazioni losche e sgangherate. A far loro compagnia, tra gli altri, il bieco, gigantesco Lothar, ufficio stampa di Belasco, Arcovaldo Cacciapuoti, svaporato critico letterario dall'illustre passato, e l'inquietante Raul, il fan che nessuno scrittore vorrebbe mai avere. Un romanzo che trasforma in parodia gioie e sofferenze del "mestiere".)

 

_Manuale, ma non troppo: Cose che gli aspiranti scrittori farebbero meglio a non fare ma che invece fanno – Cristiano Armati – Perrone, 2011, 96 pagine

("Cose che gli aspiranti scrittori farebbero meglio a non fare ma che invece fanno" distilla sotto forma di consigli l'esperienza di una vita vissuta tra la carta e l'inchiostro, il frastuono delle macchine tipografiche e gli spietati rendiconti dei librai. Il risultato è un manuale indispensabile per chi desidera rapportarsi in modo corretto con una casa editrice... )

 

_Humor inglese vecchio stile: Memorie di un vecchio giardiniere – Reginald Arkell – Elliot, 2011, 180 pagine

(Più british di questo libro c’è solo il tè alle cinque del pomeriggio. Una tradizione, quella inglese, che si manifesta in questo romanzo nei tipici giardini anglosassoni. Templi naturali dove il verde non è solo un elemento decorativo, ma costituisce l’essenza stessa del tutto. Se l’Eden avesse avuto un giardiniere, il suo nome sarebbe stato sicuramente quello di Herbert Pinnegart.)

 

_Indipendente: Una questione di soggettività. Genesi del brigatismo a Reggio Emilia – Giulia Saccani – Bèbert, 2012, 210 pagine

(Il libro affronta esaustivamente i passaggi che, a cavallo tra fine anni Sessanta e inizio anni Settanta, portarono ad una nuova attitudine politica in Italia. Partendo dal territorio di Reggio Emilia e provincia, il volume analizza quelli che sono stati gli aspetti economici e gli episodi politici che hanno più fortemente condizionato, per alcuni, il modo di rapportarsi al potere politico, ad aprirsi alla metropoli e a passare dal dissenso civile alla lotta armata. Attraverso lo studio e l'analisi dei rapporti con le altre realtà politiche, sia a livello locale che a livello nazionale, e delle relazioni che intercorsero tra i coetanei dei vari gruppi politici presenti sul territorio, questo volume prova a comprendere se le scelte fatte a livello individuale, soprattutto quella finale della lotta armata, furono influenzate dal contesto territoriale, dal periodo storico, e dove iniziarono invece le scelte personali e la cosiddetta quota di soggettività. In appendice, interviste a Prospero Gallinari, Loris Tonino Paroli e Roberto Ognibene.)

 

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