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5 classici da ripescare: Luglio 2012

5 classici da ripescare Secondo Italo Calvino, classici sono quei libri di cui si sente dire di solito: «Sto rileggendo...» e mai «Sto leggendo...». quindi, se li avete già letti, non storcete il naso in segno di superiorità: rileggeteli.

Se invece li avete già riletti, allora ricordatevi di quello che dicevano, perché un classico non ha mai finito di dire quel che ha da dire.

 

_ Le avventure di Sherlock Holmes, Sir Arthur Conan Doyle (1892)

(“Le avventure di Sherlock Holmes” è la prima e più nota raccolta di racconti che hanno per protagonista il celebre detective londinese. Pubblicata nel 1892, comprende dodici short stories uscite fra il 1891 e il 1892 su Strand Magazine. Si tratta di opere fra le più amate dai fans di Sherlock Holmes, veri classici del giallo, come L'avventura della fascia maculata e La lega dei capelli rossi. A essi seguiranno molti altri racconti pubblicati su riviste e poi raccolti in quattro volumi successivi, tutti di enorme successo)

 

_ A ciascuno il suo, Leonardo Sciascia (1966)

(Il romanzo dell'oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più "nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto")

 

_ Il lungo addio, Raymond Chandler (1953)

(Ne “Il lungo addio”, la figura di Marlowe, da sempre avvolta da un'aura crepuscolare, si colora di umanità e melanconia, ergendosi come uno dei più rappresentativi archetipi dell'hard boiled: un uomo d'azione all'apparenza cinico e disilluso, ma, in realtà, un romantico idealista che nonostante tutto continua a credere in valori quali l'onestà e l'amicizia. In questo più che in ogni altro dei suoi libri, poi, Chandler ci racconta sé stesso, la sua vita, i suoi problemi)

 

_ Nanà, Émile Zola (1880)

(Nanà, cioè la ragazza di tutti, viene dal basso, e cerca in tutti i modi “rispetto” nella società parigina. Figlia di Gervaise e Copeau, è sfuggita al disastro economico dei genitori. Riscuote un grandissimo successo a teatro, pur non sapendo né cantare né recitare. Ma smetterà presto di fare l’attrice per dedicarsi alla sistematica dilapidazione del patrimonio di tutti i suoi amanti. È incapace di amare, anche il suo figlioletto Luigino, che comunque muore di vaiolo a soli tre anni, e odia e disprezza tutti i suoi amanti. È causa di suicidi, di divisioni, di arresti e sembra far “marcire” tutto quello che tocca. Alla fine marcirà anche lei, sfigurata dal vaiolo, e morirà in una camera d’albergo mentre fuori esplode lo sciovinismo dei parigini per la guerra dichiarata alla Prussia)

 

_ Se una notte d’inverno un viaggiatore, Italo Calvino (1979)

(“Se una notte d'inverno un viaggiatore” narra la storia di un Lettore che, nel tentativo di leggere un romanzo (intitolato appunto Se una notte d'inverno un viaggiatore), è per ragioni sempre differenti costretto a interrompere la lettura del libro che sta leggendo e intraprendere la lettura di un altro. L'opera diventa quindi una riflessione sulle molteplici possibilità offerte dalla letteratura e sulla possibilità di giungere a una conoscenza della realtà)