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Vogan: Polvere

  • Scritto da Giacomo Persiani
vogan Nel porsi davanti ad un album d’esordio ci si deve sempre ricordare che, appunto, stiamo trattando di un primo disco e quindi ci saranno buone idee da sviluppare in futuro e qualche caduta di stile da non ripetere. Le due facce di questa medaglia appartengono in pieno a “Polvere”, album di debutto dei siciliani Vogan. I punti di forza di questo disco, a mio parere, sono principalmente due: l’ottima produzione e l’immediatezza dei brani. Ma entriamo nel dettaglio.

Per quanto concerne la produzione, la pulizia dei dettagli è maniacale, e rende l’ascolto scorrevole e senza intoppi. Una cosa piuttosto rara, specie per un album autoprodotto. Quindi un plauso va a Michele Musarra che ha curato le registrazioni di questo lavoro, e ha reso il suono della band diretto e senza fronzoli. Questo sound diretto è un’ottima arma per quella che è l’immediatezza dei brani, che già abbiamo identificato come punto forte del disco: canzoni semplici, ritornelli orecchiabili, che si stampano da subito in testa. Un disco pop-rock molto radiofonico insomma. Quali sono allora i punti deboli di questo “Polvere”? Innanzitutto, i testi. Già dalla title track, scelta come singolo, si evince uno stile non esattamente innovativo nelle liriche fin dal primo verso: “è pura poesia / che ora non sei più / quei giorni così vuoti / io che non c’è più”. L’idea che si ha è quella che una volta trovata la melodia che calzava giustamente sul pezzo, si siano appiccicate sopra un po’ di parole che più o meno potevano star bene. Ecco, si lavorasse di più su questo problema sicuramente si aggiusterebbe la crepa più grande della band al momento. E sarebbe anche utile cercare qualche variazione non solo nel modo in cui i testi vengono scritti, ma anche poi interpretati, dato che qualche scelta un po’ più coraggiosa avrebbe giovato alla totalità dell’album.

“Polvere” resta comunque un buon disco d’esordio, e se la band siciliana riuscirà a sistemare i piccoli problemi presenti in questo lavoro, senz’altro in futuro saprà trovare il suo posto nella scena indipendente italiana.

VOTO: 6,5

Info:
Autoprodotto, 2014
Rock italiano



Tracklist:

1. Polvere
2. Lisa
3. Forma Astratta
4. Il ritratto
5. Nel tempo del peccato
6. Presenze
7. Abitudine
8. La bestia
9. 27 Gennaio
10. Le parole non dette