Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Teatro degli Orrori: "Dell'Impero delle Tenebre"

  • Scritto da Orasputin

IL TEATRO DEGLI ORRORIMeglio morire di Musica che di Paura.

Un gruppo vero e un disco autoprodotto che lotta solo contro le major. Sosteniamo la causa Teatro Degli Orrori. In una recente intervista in occasione del festival Nel Nome Del Rock, Pierpaolo Capovilla (leader e vocalist del Teatro Degli Orrori) ha dichiarato che “la musica deve far pensare come si faceva una volta. Non mi stancherò mai di dirlo: musica per il cervello e non musica per i piedi (…) vogliamo che le persone ascoltino la musica e dunque anche le parole che ci sono nella musica. Se vogliono andare a ballare vadano a ballare, vadano dove vogliono loro, ad esempio vadano a fanculo!“.

Filosofia da stato culturale di guerra. A due anni dall’uscita “Dell’Impero delle Tenebre“, mi accorgo di tale fulmine a ciel sereno del panorama rock italiano. Prima lo scarico, poi lo prendo originale! Non spendevo 15 euro tanto bene in musica dai tempi di “Repeater” dei Fugazi. Non musica alternative, indie, underground, ma puro cantautorato penisolano sostenuto da muraglie di distorsioni noise di dichiarata matrice americana. Una scommessa vinta: omettendo la tecnica chirurgica, a loro favore si registrano volti devastati dalla potenza dei live, testi da satira umana rassegnata, ma soprattutto un’impostazione vocale distaccata ma assolutamente fuori da ogni schema; in “CarrarmatoRock“ pare che Celentano di metta a stimpellare una Gibson Les Paul ultradistorta abbassata di un tono e mezzo.

Attenzione non c’è solo potenza ma altresì una spiccata dose di melodia blueseggiante che filtra da “bestemmie” quali “Maria Maddalena” e “Lezioni di Musica“. Un po’ Jesus Lizard un po’ De Andrè, Ragno Favero non nasconde ammirazione per Zu e Neurosis, Gionata Mirai dei Super Elastic Bubble Plastic alle chitarre e Francesco Valente alla batteria sono due bestie rabbiose. Ma è quel Capovilla che colpisce! Ogni volta che lo senti sbraitare su disco -figuriamoci dal vivo- è come se ti dicesse: “la prossima volta ci sbronziamo insieme, amico mio!”. Loro droga immateriale sono i fan sparsi in tutta la penisola.

La rivoluzione di “CarrarmatoRock“, il nichilismo alcolico di “E lei Vvnne” (”Non me ne frega niente di Dio, del demonio, dei sacramenti e di te!”), il post sbronza rassegnato del “Turbamento Della Gelosia” ( “Ed è per questo che odio Milano, facce seccate e un cielo plumbeo piange pioggia giorno e notte giorno e notte“), raggiungono l’apice nella disgraziata “Canzone di Tom“, l’apoteosi di quel cantautorato impegnato fermatosi 35 anni fa ai tempi d’oro degli Area (mi viene in mente “Gioa e Rivoluzione“). In Italia c’è crisi, crisi di idee, crisi di personalità: Grande Fratello e politica parlano un altro linguaggio, a noi piace quello schietto delle cose fatte bene che vanno dritte e colpiscono in faccia. ”Abbiamo perso la memoria del ventesimo secolo“, porca miseria!

 

Voto: 7,5

 

Info:

La Tempesta/Venus, 2007

Italian Noise Rock

 

Tracklist

01.Vita mia

02. Dio mio

03. E lei venne!

04. Compagna Teresa

05. L'Impero delle Tenebre

06. Scende la Notte

07. Carrarmatorock!

08. Il Turbamento della Gelosia

09. Lezione di Musica

10. La Canzone di Tom

11. Maria Maddalena