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Francesca Lago: Siberian Dream Map

Ci vogliono necessariamente un certo numero di ascolti prima di poter dire qualcosa sul ritorno di Francesca Lago, che fa di nuovo capolino sulle scene con “Siberian Dream map”.

È un disco piuttosto complicato, orecchiabile in alcuni punti ma certamente non immediato o fruibile tramite ascolti solo superficiali. Inizialmente non desta una grande impressione, anche se ci sono sin dall’immediato alcune tracce che rimangono in testa come “Do you know where to go“ o “Still before the spell”, ma per il resto scorre via senza graffiare. È necessario un ulteriore ascolto complessivo per individuare alcuni tratti fondamentali dell’opera dell’artista, uno dei quali non può non essere costituito dai numerosi passaggi musicali interessanti, sia come intensità che come originalità, che saltano fuori improvvisamente in buona parte delle tracce del componimento.

Le sonorità sono ricercate, difficilmente banali e riescono ad essere creative e non scontate, spesso spiazzando l’ascoltatore che magari si aspetterebbe melodie più tradizionali. Un esempio palese di questo lo si trova in “Hey hey sentry”, che inizia con toni decisamente cupi per poi accelerare e schiarirsi in un andante che sembra uscir fuori da un’altra canzone. C’è un’accurata ricerca e un meticoloso lavoro sulla musica, che innalza il livello dell’intero album. “Treasure the 5th” sembra addirittura riprendere l’elettronica dei primi Muse, quelli di "Origin of Simmetry", nel delirio di suoni che si scatenano quasi alla fine della traccia. La voce della Lago racchiude e ricorda in molti tratti Dolores O’Riordan, paragone senza dubbio lusinghiero, ma talvolta pare peccare di regolarità; la linea vocale, pur spaziando dal lento al veloce con padronanza, risulta sempre costante in tutte le dodici tracce, senza dare strappi, senza alzare mai il livello o la difficoltà di canto. Sembra quasi che viaggi ad una marcia inferiore rispetto a quella degli strumenti, che invece si liberano in forme molteplici e ramificate.

“Siberian dream map” è senza dubbio eccellente da un punto di vista strettamente sonoro, ma potrebbe raggiunge altissimi livelli solo se il cantato fosse un po’ più spinto, più audace, se la voce non rimanesse inchiodata nel pentagramma. Se, al pari delle armonie, si liberasse dagli schemi e si lasciasse trasportare dall’istinto e dalla musica che le scorre accanto.

Info:

On the camper, 2011

Songwriter, rock


Contatti: www.francescalago.com

Tracklist:

1. On My Way Back From The Moon

2. Leech

3. Slapstick

4. Do You Know Where To Go

5. To The Wild

6. Still Before The Spell

7. Bad Dream

8. Raised By The Alien

9. Treasurer The 5th

10. Bring The Noise

11. Hey Hey Sentry

12. And In The Evening