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Cum Moenia: Yersinia (recensione)

  • Scritto da Giacomo Chiaretti
cum moenia Più passano gli anni, più la Sicilia ci regala giovani talenti che hanno deciso di “internazionalizzare” il sound della loro isola. L’esempio concreto sono i Cum Moenia, fuori con il debut album “Yersinia” per Sinusite Records (anch’essa con base in Sicilia), che ci portano in un mondo che mescola sapientemente elettronica e chitarre, sperimentazione e melodia. Sì perché è relativamente semplice fare un album all’insegna della melodia pura e semplice, così come votarsi agli esperimenti più strampalati.

La forza di questa band è proprio nel mischiare questi due mondi, spesso troppo distanti. Nascono così piccoli gioielli come l’elettronica di “Felix”, l’alt-rock di “Two Minutes” e il post-rock di “The Tour of Damascous”. Tanti stili diversi, riuniti sotto la bandiera del non rinunciare mai alla vena melodica che contraddistingue tutto il lavoro, e che è un ottimo aiuto per un orecchio magari meno aperto ai suoni poco convenzionali, e che effettivamente potrebbe faticare a seguire un album dove ad ogni traccia si rimescolano le carte in tavola.

Questa che è una forza dei Cum Moenia rischia però di essere anche un’arma a doppio taglio, perché talvolta alcuni sbalzi continui da traccia a traccia si fanno un po’ fatica a buttar giù subito. Ma non c’è niente di male a confezionare un disco che abbiamo bisogno di più di un paio di ascolti per essere davvero apprezzato.

Nel momento in cui si delinea il confine fra confusione e ricerca stilistica, il gioco e fatto. E ci troviamo davanti ad un album che all’estero ci dovrebbero invidiare.

https://www.facebook.com/CumMoenia