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Calcutta: Forse...

  • Scritto da Orazio Martino

calcutta Ma nella capitale si sta parlando di Calcutta? No perché questo ragazzo di Latina ha tirato fuori il discone, amici!

Lo-fi, tropicalia, atmosfere subacquee, ma anche chitarre acustiche ridotte all'osso, si danno appuntamento in queste 12 tracce che salutano l'estate e si preparano ad accogliere vagonate di malinconia autunnale (il disco, pubblicato nel dicembre 2012, è stato scoperto solo ora dal sottoscritto).

I testi sono così diretti, la voce così sguaiata, le atmosfere così singolari da far apparire il tutto come un'esperienza musicale straniante e totalmente inedita, se non fosse per i soliti (e inevitabili) riferimenti alla tradizione cantautorale italiana e ai demoni di Daniel Johnston (siamo sicuri che non sia il produttore del disco?).

Insomma, l'approccio autentico dell'indie rock anni Novanta sullo sfondo di un tramonto tirrenico, a passeggiare su un lungomare deturpato dai ricordi ed affollato dai gabbiani, tra storie d'amore andate a male ("Pomezia") e momenti di inafferabile pathos (la devastante "Enrico", ma anche la sbarazzina "Amarena", senza tralasciare la scheggia rumorosa "Nicole" e il gioiellino "Arbre Magique").

Fratellino malinconico de I Camillas, Edoardo Calcutta è il nome da tenere d'occhio se bazzicate nei territori di un cantautorato surreale e distante anni luce dai soliti noiosissimi circuiti (pseudo)indipendenti.

Cantautorato surreale con testi che arrivano dritti al cuore, e fanno male.

Voto: 7,5

Info:
Geograph Records, 2012
Cantautorato, lo-fi

Tracklist:
1. Senza asciugamano
2. Amarena
3. Pomezia
4. Enrico
5. Nicole
6. Cane
7. Isabella
8. Arbre Magique
9. Il tempo che resta (Sing Along)
10. I dinosauri
11. Stella
12. Vieni sola