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Intervista: Who Is Boro?

Folgorati tanto dal Post-Punk quanto dalla Techno, i Who Is Boro? hanno rilasciato uno dei dischi più interessanti di questo inizio 2013. Noi di Osservatori Esterni siamo riusciti ad intercettarli per una chiacchierata.
Questo è il risultato.

 

1. Raccontateci il vostro approccio con la musica. Cosa ascoltavate da ragazzi e come i vostri gusti si sono evoluti nel corso degli anni.

Il nostro approccio con la musica è stato per lo più ormonale, ossia eravamo eccitati da un certo tipo di suono o estetica senza porsi troppe domande in maniera naturale. Nessuno dei tre viene da studi classici, è stata una cosa che nasce come per tutti nell'adolescenza. I nostri gusti erano principalmente indirizzati verso punk, grunge, roba hard insomma.

 

2. Come e soprattutto quando nascono I Who Is Boro?

I Who is Boro? nascono nel 2010 come band vera e propria, inizialmente era partito come progetto personale del cantante, Federico.

 

3. State riscuotendo consensi praticamente ovunque e la stampa di settore vi ha già definiti come una delle sorprese dell’anno. Vi spaventa questo carico di aspettative?

No, non siamo assolutamente spaventati, siamo contenti!

 

4. Habitat è un prodotto di altissima qualità realizzato in piena autonomia, il trionfo della filosofia DIY insomma. Le nuove tecnologie permettono di ottenere risultati strabilianti con strumentazione relativamente semplice, basta una buona scheda audio, un pc e un programma di editing audio. La vostra è stata una scelta artistica oppure economica?

Saremo onesti, in primis la nostra scelta è dovuta ad un fattore economico, non avevamo soldi da investire nelle registrazioni, in secondo luogo altra cosa importante è che siamo testardi e gelosi delle nostre cose quindi preferiamo fare male ma farlo da soli in maniera tale da poter imparare dai nostri sbagli. ps. Grazie mille per “Habitat è un prodotto di altissima qualità”.

 

5. Band come Honeybird & the Birdies e il nuovo progetto di Bartolomeo Sailer Walking Mountain hanno potuto realizzare i rispettivi dischi grazie Kickstarter e del Crowd Funding. Cosa pensate di questi fenomeni?

Pensiamo che sia una cosa molto interessante il fatto che le persone supportino il proprio gruppo preferito fino ad aiutarlo alla realizzazione del disco. É davvero il fenomeno del momento in ambito musicale, la cosa però secondo noi da non sottovalutare è che se una band decide di affrontare un percorso del genere deve essere abbastanza affermata altrimenti pensiamo che l'insuccesso della cosa, ossia il non raggiungimento della somma prestabilita, possa giovare in maniera negativa sull'immagine della band.

 

6. Domanda banalotta: riuscite a vivere di musica?

Risposta altrettanto banale: No. Non riusciamo assolutamente a vivere con la musica anche se abbiamo tutti più di un progetto musicale.

 

7. Cosa pensate della scena italiana?

La scena italiana musicale indipendente è molto spesso interessante. Viviamo in un epoca nella quale, grazie anche alle nuove tecnologie, nascono al giorno centinaia di band, di conseguenza nascono un sacco di proposte interessanti ed un sacco di proposte meno interessanti, lo saprete meglio di noi. Quindi viviamo in un momento florido per la musica in Italia, è un periodo nel quale il mercato mainstream non riesce a dare proposte interessanti, e spesso le band che riempiono di persone i concerti e che portano avanti un certo tipo di qualità nella musica italiana sono proprio le band che vengono dalla scena indipendente italiana.

 

8. I cinque dischi che vi hanno cambiato la vita.

Low (David Bowie)

The Queen is Dead (Smiths)

Flower of Romance (P.I.L.)

The Man-Machine (Kraftwerk)

Rocket to Russia (Ramones)

 

(29/03/2013)