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Intervista: Monday

Tra le Marche e l'Emilia Romagna sta succedendo qualcosa di importante. I Monday arrivano da Rimini, anche se nella loro musica di spiagge assolate nemmeno l'ombra.

Il loro ultimo EP, "Smooth Phase", è uscito poco più di un mese fa e lo potete scaricare gratuitamente qui, autoprodotto e accompagnato da un ipnotico artwork raffigurante un "bruco morbidone".

Se vi piace il rock e non disdegnate oscurità e sintetizzatori, questa intervista potrebbe fare al caso vostro. Si parla anche di quant'è difficile essere "indipendenti" oggi, di Steve Albini e di Sasha Grey. Buona lettura!

 

1) Chi siete, da dove venite e cosa fate di bello nella vita.
S: Abitiamo a Rimini. Un paio di noi lavorano, Davide lavora con i computer e Keeno fa l'ingegnere edile. Andre invece si è laureato da poco sempre in ingegneria, ma civile. Io ho incarnato la riminesità assoluta facendo l'albergatore per qualche anno, ma in realtà a breve spero di diventare architetto.

2) Un pregio (se c'è) e un difetto di suonare musica indipendente oggi in Italia.
A: La questione principale, tra i difetti, è che a differenza di realtà anche limitrofe a quella italiana,  nel contesto nazionale i primi passi nel musicbusiness sono resi ardui dal sistema. Suonare organizzando e promuovendo piccoli tour o anche mettendo avanti progetti più organici, come un'etichetta indipendente [ndr. Andrea è fondatore di Stop Records, vincitrice nel 2012 del premio M.E.I. per giovani etichette indipendenti], rischiano di diventare hobby costosi e che non pagano.
D: C'è da valutare che però produrre musica decentemente può essere anche meno costoso, così come il costo della musica è diminuito, voglio dire, se ascolti musica adesso puoi farlo anche su Spotify o comprando su iTunes, oppure come nel nostro caso distribuire un disco gratuitamente come giustamente in molti stanno già facendo. Parole come fundraising ad esempio sono parole interessanti nate di recente.

3) Come siamo messi a sonorità dark elettroniche da queste parti? Avete qualche progetto interessante da consigliarci?
S: A voler essere onesto non credo di avere sufficienti elementi per rispondere a questa domanda. Direi che generalmente quello che noto più volentieri in alcuni gruppi della zona è la tendenza o meno ad avere set simili. Ci piace portare i laptop sul palco, avere un sacco di pulsanti da spingere, combattiamo costantemente la nostra battaglia contro la latenza. Giù nella Marche conosco qualcuno, lì c'è un pò di questa scena.
A: Si, effettivamente di gruppi che potrebbero essere paragonati a noi come genere o stile musicale non è che me ne vengano in mente tanti… ci sono sicuramente diversi progetti interessanti coi quali troviamo dei punti di contatto, anche solo dal punto di vista "tecnico" come diceva Ste. Ad esempio Twin Room (progetto elettronico di Bart dei Cosmetic in duo con Luca Sarti) o volendo i delay_house, che hanno in comune con noi l'utilizzo del computer per i suoni digitali.

4) Nel marasma di band internazionali appartenenti al filone synth wave anni zero, quale o quali salvereste?
M: In questi ultimi anni c'è stato un gran ritorno del synth wave a livello internazionale ed i primi gruppi che mi vengono in mente sono gli Editors e White Lies ma per i mie gusti personali non li salvo, sono molto più interessato a quelle band che hanno riproposto la wave post-punk e meno synth come i primi Interpol o Black Rebel Motorcycle Club e Arcade Fire.
A: Synth Wave è un genere nel quale non so catalogare dei gruppi anni zero in effetti. Non sono molto informato perché non è un genere che ascolto solitamente e forse sono un po' nostalgico ma se penso a gruppi synth-wave penso a gruppi storici come Depeche Mode o New Order. Ecco, forse un gruppo synth wave anni zero potrebbero essere i White Lies come diceva Marco. Ma sinceramente non so se li salverei…magari qualcosa dai… Sono anche io più per quel filone alla Interpol magari, dove c'è un recupero del "ave" a discapito del "synth".
D: Tra quelli che hanno una matrice meno tunza, come magari hanno LCD Soundsystem o Chk Chk Chk, ci sono stati anche gli M83, i primi lavori, al limite anche qualcosa dei Radio Dept. o gli MGMT credo che si possa andare ad intuire, specialmente nei pezzi nuovi che stiamo scrivendo e che iniziamo a portare dal vivo adesso.
S:…cos'è la synth-wave?

5) A proposito, un artista internazionale con il quale vi piacerebbe collaborare (motivate la vostra scelta).

A: Personalmente mi piacerebbe tanto passare una giornata in studio con Steve Albini, è una sorta di idolo personale e lo ritengo una persona ammirevole per il contributo che ha saputo dare in veste di produttore a tantissimi gruppi fondamentali del mio background musicale. I Mogwai per dirne uno.
M: Sarò scontato ma mi piacerebbe collaborare con Thom Yorke. Oltre che musicalmente lo ammiro anche per il tipo di comunicazione che sta facendo, ho letto di recente una sua intervista dove dice "perché non incendiamo le case dei banchieri?"…fantastico! Mi piacerebbe anche entrare nello studio di Trent Reznor, ha tanti gingilli analogici e digitali. Anche fare una brano con i Broken Social Scene…in formazione completa sono una marea ma mi sembra manchi ancora uno Stylophone.
S: Per me, al di là delle ipotetiche affinità compositive, sarebbe interessante sperimentare che ne so una residenza con un Jenesis P-Orridge, o dare la voce ai Noxagt. Se invece potessi scegliere quale band aver fondato direi che sicuramente i Chameleons o i Lowlife mi avrebbero reso il depresso più fiero trai depressi.
Avrei voluto anche scrivere quel pezzo dei Light Asylum, Dark Allies…quel pezzo spacca. No no no, cancella tutto: Sasha Grey, adesso è musicista, dico Sasha Grey e fanculo P-Orridge.
A: Esattamente.

6) Musicalmente e nella vita di tutti i giorni, vi considerate dei nostalgici?

A: Nella vita di tutti i giorni no, nella musica un po' sì effettivamente. Ascolto sempre cose nuove, ma è sempre più raro che riesca a trovare dei gruppi che al primo ascolto mi folgorino. Più spesso ascolto belle cose che si somigliano un po' tutte e che non mi lasciano molto, delle quali posso già prevedere una vita assai breve e che "lasciano il tempo che trovano". I gruppi che amo invece sono o erano dei gruppi "capisaldi" che non vengono mai meno.
M: Ovvio, sono cresciuto musicalmente negli anni novanta e ci sono "rimasto" con il beat e la psichedelica degli anni sessanta, ma mi piacciono anche tante cose contemporanee.
S: La mia vita è spesso una madeleine proustiana formato maxi, ma nella musica non più di tanto, non credo. Anche se oggi generalmente è più facile trovare sfoghi veloci e non reali innamoramenti. La valenza popular della musica nella vita delle persone è diminuita, e generalmente le biografie iniziano ad essere meno interessanti, a parità dell'età degli artisti. Forse gli artisti calano ed i musicisti aumentano, che non è detto sia tutto un male.

7) Bellissima l'immagine di copertina del vostro nuovo EP. Chi l'ha realizzata?
S: Ho mandato una mail strappalacrime a questo fotografo tedesco, di cui in realtà conosco solo il nome: l'ho praticamente implorato di concedermi i diritti di utilizzo del brucone morbidone. Era l'immagine che volevamo da tempo. Andreas Graemiger ce l'ha prestata in cambio di stima reciproca: andate a dare un'occhiata al suo Flickr, è saturo di macro biologiche interessanti.
M: Si, è proprio un gran bel bruco.
D: Con l'idea del bruco abbiamo rifatto tutta la nostra immagine, ci piace cambiare spesso le grafiche del sito ed aggiornare i nostri spazi nei social, speriamo di trovare a breve un'immagine coordinata altrettanto valida per il prossimo disco, che se tutto va bene potrebbe uscire per l'estate.

8) La parola "tour" per una band indipendente è diventata ormai quasi impronunciabile. Tutta colpa della crisi o c'è dietro qualcos'altro?

M: Come diceva Andrea prima, non è facile riuscire a cavarci fuori qualcosa che assomigli ad un lavoro e se un lavoro vero fortunatamente c'è l'hai già diventa un impegno costante. Mi occupo dei contatti per il nostro gruppo e nonostante i soggetti ci siano, agenzie di booking, uffici stampa, ho come la sensazione che sia un momento difficile anche per molti di loro. Non è facile capire come muoversi in effetti.
A: Infatti, c'è dietro un gran sbatti. Oltre che una gran mafia e un giro di "tizio conosce caio" molto all'italiana.
D: Grande fatica.
S: … ma la fatica paga anche. Le band ci sono, se vali un po' ti muovi, qua in zona ad esempio ci sono Cosmetic, M+A, Girless and the Orphan, Uochi Tochi, Zona, Be Forest, Brother in Law, Soviet Soviet, Versailles, la Romagna inizia a contribuire, le Marche da un pò.

9) Uno slogan per convincere i nostri lettori ad ascoltare il vostro EP  e naturalmente a smuovere le chiappe per ascoltarvi live.
D: E' gratis.
A: Dura meno di una sega.
S: C'è il bruco in copertina.
M: …il bruco spacca.

(19/04/2013)