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Intervista: Emanuele Pizzolorusso

  • Scritto da Giulia

Quando ti imbatti quasi per caso in un’idea originale che reputi anche intelligente, non puoi non andare a fondo della faccenda e scoprire chi si nasconde dietro.

Così è stato con Emanuele Pizzolorusso, designer pugliese, classe 1981, espatriato a Helsinki, che ha ideato e progettato Crumpled City Map, una soluzione alternativa alla classica cartina della città da piegare in mille parti. La sua è una mappa che non segue linee, ma che si può stropicciare e accartocciare senza che si rovini. Un indispensabile punto di riferimento per viaggiatori distratti.

Abbiamo così scambiato con lui quattro chiacchiere per sapere di più dei suoi progetti.


1. Come nasce l’idea della Crumpled City Map?
Parte come soluzione pratica al disagio di dover piegare una cartina, e diventa anche altro: il gesto liberatorio di accartocciare un documento, un progetto sulla materialità delle mappe, il ricordo di una determinata città...

2. La tua mappa è ormai venduta praticamente in tutto il mondo. Ti aspettavi un tale successo?
Spesso basta mostrare un'idea ad appena quattro o cinque persone per avere un riscontro verosimile. A dire il vero è stato chiaro fin dall'inizio, sia a me sia a Palomar, che non sarebbe stato un flop. Poi è andata anche oltre le aspettative.

3. Qual è il complimento più bello che hai ricevuto?
Riguardo le Crumpled? In generale mi piace constatare come siano un progetto trasversale, che parla a tutti e su più livelli, e che esce dall'autoreferenzialità che spesso accompagna il mondo del design. Recentemente Jan Morris, una scrittrice e storica, le ha citate sul New York Times in un articolo sulla grande mela. Questo ad esempio mi ha fatto molto piacere.

4. Come si diventa designer oggi?
Non saprei. Per rispondere a questa domanda prima occorrerebbe capire insieme cos'è il design e come si trasforma. Complicato. Serve pensare con la propria testa, questo sì.

5. Tu sei un italiano espatriato all’estero. Perché hai deciso di allontanarti dall’Italia? Hai intenzione di tornarci?
Mi sono trasferito in Finlandia perché la mia compagna è finlandese. La mia scelta non ha nulla a che fare con la mia professione. Non escludo di tornare in Italia, credo si possa vivere benissimo anche lì (spegnendo telegiornali e talk show).

6. Oggi è sempre più facile creare personalmente le proprie start up. Ma come si fa a emergere dalla massa?
Personalmente non credo che la questione risieda nella necessità di emergere dalla massa o meno. Credo che le persone che hanno qualcosa da dire e da proporre debbano unirsi e creare progetti che, semplicemente, abbiano davvero senso. È necessario rispondere con semplicità, intelligenza e competenza ai nuovi e reali bisogni che i forti cambiamenti sociali in atto stanno generando. Quando un progetto “ha senso” spesso ha anche un buon riscontro nel pubblico. Occorre essere critici nei confronti di modelli obsoleti e da ridefinire, ma esserlo allo stesso tempo anche verso una certa retorica fatta di slogan e neologismi, che dipinge nuovi strumenti e nuovi media come qualcosa di efficace (ed etico) a priori. Insomma: oltre che preparati e propositivi immagino sia importante essere onesti con se stessi, porsi continue domande.

7. È da poco uscito il tuo ultimo progetto: Lucetta. In che cosa consiste?
Due luci magnetiche per bici. Le avvicini alla bici - tac - si attaccano e si accendono. Quando scendi dalla bici le stacchi e si spengono, le unisci tra loro e si compongono in un unico oggetto da riporre in tasca. Potete guardare un video sul mio sito .

8. Nuove idee all’orizzonte
Ci sto lavorando... vi farò sapere!

Emanuele Pizzolorusso
Industrial Designer
www.pizzolorusso.com


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