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Intervista a Lercio, lo sporco che fa notizia

  • Scritto da Marco Tonelli
Per una volta lo devo ammettere, il sottoscritto è decisamente orgoglioso. Lercio è una bomba a orologeria destinata ad esplodere sul sistema nervoso atrofizzato dell'opinione pubblica tricolore. Probabilmente l'unica boccata d'aria fresca in un panorama mediatico da encefalogramma piatto, in cui il giornalismo ha lo stesso slancio vitale di una scossa di defibrillatore per un cadavere.

Certo, le notizie di questo collettivo di folli manipolatori dell'informazione sono tutte frutto di un'energia satirica non indifferente, che prima ti fa capottare dalle risate, poi ti fa riflettere e pensare. Ovviamente se avete un briciolo di cervello, con tutti gli altri è come sparare sulla croce rossa, ma questo lo sapete già. Che poi come sempre, la realtà fa più ridere della fantasia, e in quei casi non esistono comici che tengano.

Buona lettura!


1. Prima di tutto, partiamo dai soliti convenevoli: Chi siete, e qual é la vostra missione nel mondo?
Siamo tutti ex frequentatori della Palestra di Daniele Luttazzi. Una volta che è stata chiusa, abbiamo creato un blog per conto nostro che si chiama "Acido Lattico" e poi è venuto fuori Lercio. Avremmo potuto rispondere al quesito dicendo che siamo un branco di mammiferi alla spasmodica ricerca di modi innovativi per perpetrare i propri geni, ma non volevamo dare una cattiva impressione già dalla prima domanda.


2.  Raccontateci un po' la genesi del progetto. Come è nato, dove, e perché.
Il progetto è nato da un’idea di Michele Incollu che, dopo aver iniziato da solo, ha deciso di coinvolgerci promettendoci delle allettanti quote societarie, poi abbiamo scoperto che non c'era nessuna SpA.


3. Ditemi la verità: vi atteggiate tanto da giornalisti d'assalto, con tutti quei segreti di stato e quelle notizie bomba che portate alla luce, ma in realtà lo fate solo per la fica, o mi sbaglio?
Nel nostro collettivo c'è anche una donna, quindi in una certa misura lo facciamo anche per il pisello.


4. Chi è il vostro mito del giornalismo italiano? PS. Non mi dite Sallusti o Feltri, troppo scontati.
Il nostro piccolo mito è "Leggo", un giornale che fa di tutto per essere la nostra parodia.


5. E soprattutto cosa manca al giornalismo italico per raggiungere i vostri livelli?
Il giornalismo italico è già ai nostri livelli. Il problema è che non dovrebbe, non è quello il suo ruolo.


6. Se il vostro intento è quello di mostrare il risvolto paradossale di certo modo di fare informazione, in un sistema mediale come il nostro, in cui la realtà mostrata, spesso fa più ridere di qualsiasi parodia, non rischiate di farvi prendere troppo sul serio?
Al lettore con deboli strumenti di critica e immerso in un mondo di valori luridi manca il senso dell’umorismo per comprendere che quello che sta leggendo è solo una parodia, oltre a non capire di essere il bersaglio del paradosso che proponiamo. E’ stato il pubblico stesso a conferire a Lercio l'autorità satirica necessaria a denunciare lo sporco che fa notizia. Il nostro scopo è proprio questo, non quello di pubblicare bufale spacciandole per vere.


7. Sicuramente ve l'hanno chiesto in molti, ma anche questa volta vi tocca. E' chiaro che il vostro approccio si inserisce nel solco tracciato da settimanali satirici come “IL MALE” o arrivando in tempi più recenti fino alle battute di Spinoza.it. Cosa è rimasto lo stesso e cosa è cambiato nel mondo della satira tricolore?
Dalle forme creative espresse dal Male, Frigidaire, Cuore e Tango, senza scordare Linus, riteniamo che le novità più interessanti le abbiano portate Daniele Luttazzi, Corrado Guzzanti, le contaminazioni provenienti dal mondo anglosassone e la stand-up comedy in generale. Spinoza, ad esempio, deve molto al Tabloid di Luttazzi (Mai dire Gol) che a sua volta si portava dietro influenze delle migliori tradizioni americana e inglese, come ad esempio il Weekend Update del Saturday Night Live. In altre parole: Berlusconi è ancora lì, Andreotti è morto.


8. Passiamo alle cose serie: Qual è lo scoop che vi ha dato più soddisfazione?
Ce ne sono moltissimi, difficile sceglierne uno. Una menzione speciale, però, la merita ”Errore nel sistema operativo, Radio Maria passa i Megadeth”, un pezzo che ha trollato Repubblica XL e che ha costretto Radio Maria a una smentita ufficiale. Per noi una grandissima gioia.


9. E quello meno apprezzato, ma che meriterebbe più attenzione?
“Misterioso remo rinvenuto in spiaggia”, uno dei primissimi articoli di Lercio.


10. Oltre a continuare a fomentare gli animi delle giovani generazioni, quali sono i vostri progetti per il futuro?
Il nostro obiettivo principale è concedere interviste.