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INTERVIEW: Zippo

  • Scritto da Orasputin

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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Dave, frontman degli Zippo, una delle realtà più interessanti in tema di psichedelica italiana. Una psichedelica pesante, stoneriana, che dall’Abruzzo si protrae verso le più impensabili lande del continente europeo.

1- Parliamo del rapporto che avete con la vostra città: Pescara. Un rapporto di amore/odio.

Personalmente il fatto di non provenire da una metropoli ci ha dato molto, è più difficile farsi notare e questo può portare a due cose: rassegnazione o perseveranza. Noi abbiamo optato per la seconda scelta e possiamo dire che abbiamo raggiunto un buon rispetto. Attualmente sono pochissime le band locali che possono vantare un attività live oltreconfine, un contratto discografico, ecc. I concerti nella nostra città sono sempre affollati e questo lascia pensare che Pescara sia un buon terreno per un certo tipo di musica, e in effetti ha ottime potenzialità. Purtroppo esiste anche la pigrizia, la mancanza di curiosità, tipiche di una mentalità provinciale, per cui potrei raccontarti tantissimi episodi in cui band straniere fantastiche hanno suonato davanti a pochi intimi. Non tutti gli ambienti comunque sono così, ad esempio le discoteche e i lidi balneari sono pieni. Ahahah! In ogni caso c'è un buon proliferare in ogni ambito e questo credo sia buono aldilà di tutto.

2- La vostra musica ha un bel respiro internazionale. All’estero siete conosciuti e apprezzati. Quali sensazioni si provano suonando in giro per l’Europa?

Bellissime sensazioni. Non siamo certo dei big, ma il fatto di girare e vedere situazioni diverse da quella di casa nostra permette di crescere come artisti ed è una delle cose più belle di questo "mestiere". Abbiamo ancora tanta strada da fare tuttavia e non abbiamo intenzione di fermarci.

3- E la scena stoner italiana?

"Stoner" è una definizione troppo labile, così come lo è "Post", "Avantgarde" o "Indie". Noi preferiamo far parlare la musica ma mi rendo conto che delle etichette siano necessarie per indirizzare l'ascoltatore. Dunque possiamo parlare di una "scena" relativa alla psichedelia pesante, includendo tutto ciò che ha a che fare con essa, dallo stoner al doom, all'acid rock fino al post core atmosferico, e così via. A famiglia allargata, c'è un buon proliferare di band, con molte delle quali abbiamo collaborato, con altre siamo in contatto, con altre ancora c'è stima reciproca. In ogni caso ci conosciamo tutti, personalmente o non. Webzine e Forum online come perkele.it e altri hanno aiutato ad avvicinare ascoltatori e band di questo giro. La famiglia gode di una discreta salute.

4- Rispetto a “Ode To Maximum”, “The Road To Knowledge” presenta un salto di qualità, una ricerca, un’evoluzione del sound degni di nota per una band che si trova a fronteggiare il secondo disco. Com’è andata la fase di registrazione?

La fase di registrazione è stata molto serena. Sapevamo di affrontare un disco difficile, di dover dare delle conferme. Ci siamo presi tutta la calma necessaria e siamo stati in studio per più di un mese, ma senza i soliti orari lavorativi, bensì in maniera molto più libera, a volte solo il pomeriggio, a volte tutto il giorno, a volte anche la domenica. I ragazzi del Twelve Studio ci hanno seguito di pari passo e ci siamo trovati a nostro agio sotto tutti i punti di vista. Abbiamo inoltre avuto la serenità necessaria per effettuare moltissime collaborazioni inserendo strumenti inusuali che hanno contribuito a dare carattere al disco.

5- Come nasce una canzone degli Zippo?

Non c'è un modus operandi fisso ma generalmente uno di noi si presenta in saletta con un'idea - un riff, una melodia - e da questa idea scaturiscono altre idee. Sommando idee e concretizzandole in suono, le canzoni iniziano a prendere forma. Registriamo dei provini grezzi che riascoltiamo a casa e sui quali facciamo i nostri ragionamenti. Quando ci rendiamo conto che il pezzo è perfetto, mi lascio guidare dall'atmosfera per scrivere il testo appropriato. Così sostanzialmente nasce un pezzo degli Zippo. Non è mai accaduto che un singolo componente scrivesse un pezzo intero da solo. Siamo una squadra.

6- Un amico una volta mi disse: “Dal vivo, sai qual è l’arma in più degli Zippo? Gli stacchetti, gli stop'n'go fulminanti, vortici e calma piatta in un millesimo di secondo! Secondo me se li provano in studio”. Sveliamo quest’altro mistero.

Sono i nostri pezzi ad essere così. E' ovvio che gli stacchetti, gli stop 'n' go, dal vivo sono maggiormente esasperati, e le stesse durate spesso variano da concerto a concerto. Siamo una band rock, nata per suonare dal vivo. Certo, proviamo tutto in sala prove, ma dal vivo non suoniamo mai concerti fotocopia, c'è sempre libero spazio per l'impulso, per l'improvvisazione. Per gli stacchetti basta guardarsi e non distrarsi.

7- Quali sono gli artisti che vi hanno maggiormente influenzato?

Domanda da un milione di dollari. Come imput iniziale alla base della nascita degli Zippo senza dubbio cito i Kyuss, una citazione d'obbligo ma dovuta. Poi i nostri ascolti si sono ampliati su ogni fronte, ed è così che abbiamo iniziato ad ammirare band come Tool, Mastodon, Isis, Alice In Chains, ma anche cose apparentemente distanti dal nostro genere musicale, prendi ad esempio i Meshuggah o gli Zu. Poi ognuno ha i suoi miti più o meno personali, anche in altri ambiti, tutto ciò che passa per la testa di ognuno di noi è un influenza.

8- Musicalmente parlando, pensate che il nord sia avanti rispetto al resto della penisola?

A vedere gli Zu al Soundlab Festival di Roseto, l'estate scorsa, c’erano si e no duecento persone. Secondo voi, dipende da una cattiva publicizzazione dell’evento, dai prezzi inabbordabili, o trattasi semplicemente della scarsa voglia che allontana appassionati dai festival? Il sud è storicamente arretrato sotto certi punti di vista. Anche io ho assistito ad un concerto degli Entombed a Pescara con 120 paganti, sono davvero pochi, ma per rimanere in ambienti più underground potrei dirti i Kongh dalla Svezia davanti a 20 persone (ingresso gratuito), o sempre gli Zu in un club davanti a 50 persone. Certo è che dipende sempre da chi organizza, quali mezzi ha, che giro di pubblico ha. A Pescara c'è l'Indie Rocket Festival, è un festival ad ingresso gratuito, e riesce bene indipendentemente dalla qualità o provenienza dei gruppi. Però anche se il festival inizia dal pomeriggio non si riempie prima di sera. Quindi sì, il fattore economico conta ma fino ad un certo punto. La pigrizia è da tenere in conto. La pubblicità è importante e sono a conoscenza di situazioni compromesse a causa della scarsa promozione, quindi è un fattore da non sottovalutare. Molti pensano basti mandare l'invito su facebook, ma non funziona proprio così. Ma conosco anche situazioni di concerti pubblicizzati fino allo "stalking" mediatico che non hanno ricevuto il risultato sperato. La voglia è un altro male incurabile, e contribuisce tantissimo, finché non ci si toglie l'abitudine di uscire di casa a mezzanotte non miglioreremo mai, ma in ciò tutta l'Italia è uguale. Dovremmo prendere esempio dall'Austria in su.

9- Qual è il posto più a Sud dove avete suonato?

In Italia i posti più a sud in cui siamo stati sono Benevento e Molfetta, non abbiamo avuto molta possibilità di girare il sud per cui ne approfitto di questo spazio per chiedere a chiunque fosse interessato di contattarci. In realtà però la città europea più a sud in cui abbiamo suonato è Atene.

Grazie ragazzi, che il futuro sia con voi!

E con il tuo spirito.