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Interview: TEHO TEARDO

Per chi non lo sapesse, Teho Teardo è la mente musicale dietro alcune delle migliori colonne sonore del cinema italiano degli ultimi anni, uno sperimentatore di prim'ordine capace di muoversi con disinvoltura dall'elettronica più avvolgente ad una sensibilità pop e melodica.

La sua attività artistica nasce dal calderone dell'industrial anni '90 per poi approdare alle porte di una produzione cinematica tra le più celebri e riconoscibili dell'ultimo decennio. Senza ombra di dubbio, una delle personalità più apprezzate nel mondo dell'avanguardia musicale internazionale. Scusate se è poco.

Buona lettura!

 

1. La tua biografia in una domanda: chi è Teho Teardo, come nasce e cosa fa adesso?

Fin da ragazzino ho sentito necessità di dire quel che sentivo, la musica è il veicolo ideale per farlo, meglio ancora quando si intreccia con altri ambiti, come la letteratura, il cinema, il teatro. E’ un confronto continuo che ti rimette sempre in discussione.

 

2. Dai Meathead a “Diaz”, passando per “Lavorare con Lentezza”, “ Il Divo”, “La Ragazza del Lago” e molto altro. Quando (e come) hai capito che nella tua musica la componente cinematica prendeva il sopravvento?

Quando Gabriele Salvatores mi ha coinvolto per le musiche del suo film che amo di più, “Denti”, ho visto che la musica poteva modificare il senso di una scena; il rapporto che si stabiliva tra suono ed immagini poteva cambiare a sua volta i connotati della musica. Non ho più smesso.

 

3. Come prende vita una tua colonna sonora? In che modo si accosta alla sceneggiatura?

Leggo la sceneggiatura e comincia il mio viaggio, spesso anche indipendentemente da quello del regista. Poi troviamo dei punti in comune e lavoriamo su quelli, rimettendo tutto in discussione anche fino all’ultimo istante prima di entrare al mix. Non scrivo commenti sonori sulle immagini, cerco un rapporto con il film dove la musica diventa drammaturgia sonora.

 

4. Il regista come si relaziona al compositore? Parlaci della tua esperienza con pesi massimi del calibro di Gabriele Salvatores, Paolo Sorrentino, Guido Chiesa, Andrea Molaioli, Daniele Vicari e molti altri.

Ognuno in modo diverso, cambia anche da film a film dello stesso autore. Significa che non c’è una formula, un metodo e questo mi mette a mio agio. Con tutti i registi con cui ho lavorato è stato così. Poi qualche volta ci possono essere richieste bizzarre, ma quello rende ancora più interessante trovarsi lì.

 

5. Dall'industrial ai generi musicali più disparati. Esiste un filo conduttore nella tua attività artistica? Se sì, quale?

Declinare a sé stessi ambiti musicali diversi. Ritrovare qualcosa di sé in luoghi in cui non si sarebbe mai pensato di recarsi. In sostanza perdersi.

 

6. Oltre alle colonne sonore, negli anni hai scritto e suonato con il meglio dell'avanguardia rock internazionale. Da Lydia Lunch a Blixa Bargeld, passando per gli Wire fino a Mick Harris dei Napalm Death. Come sono nate le collaborazioni e in che modo hanno contribuito alla tua crescita musicale?

Dallo sconforto di non riuscire a suonare in Italia con musicisti che mi piacessero. Quel vuoto lì mi ha fatto sempre tener la valigia pronta. E’ stato un bene dopotutto. Inoltre sono interessato ad un tipo di musica che sia solo mia, che mi rappresenti, spesso in Italia le band sono la versione italiana di qualche noto nome straniero, a me questo non va. Io voglio qualcosa che non assomigli a nessuno.

 

7. Il nostro Paese ha una lunga tradizione di grandi compositori per il cinema, Morricone, Rota e Ortolani i primi che mi vengono in mente. Oggi invece?

Oggi il cinema sta attraversando un momento di crisi notevole, numericamente i film prodotti sono pochissimi, spesso sempre dei soliti. Impensabile che ora ci sia il modo di diventare come Rota o Morricone, loro lavoravano ad un film la settimana ma ora, se va bene, se ne fanno due in un anno…

 

8. Una carriera ricca di premi, riconoscimenti e collaborazioni. Hai ancora un sogno nel cassetto?

Ho molti cassetti ed entusiasmo e voglia di suonare. I premi fanno piacere, ma la musica è altro.

 

9. Parlaci dei tuoi prossimi progetti. Cosa ci aspetta per il futuro?

Sto realizzando un album di canzoni con Blixa Bargeld, ci stiamo lavorando da un bel po’ e sta venendo benissimo. Verrà pubblicato durante la prossima primavera. Nell’immediato invece c’è "Music for Wilder Mann", ispirato dalle straordinarie fotografie del fotografo francese Charles Fréger, diventerà sia un live che un album in uscita a gennaio.