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Interview: STEFANO POLETTI

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Stefano Poletti, videomaker tra i più acclamati del nostro Paese con esperienze nel campo del videoclip e della pubblicità.

Proprio in questi giorni è uscito il suo ultimo lavoro, "Fa Ridere", 3 minuti e 10 secondi di puro talento, direttamente dal nuovo album dei Numero 6 in uscita ad Ottobre.

A fine intervista, una carrellata con alcuni tra i videoclip più interessanti di questo giovane talento tricolore.

Buona lettura, e felice approfondimento.


1. Auto-definizione di Stefano Poletti regista.

Innanzitutto apprezzo l'estetica a tutto tondo. Mi piace il fatto che la musica ed il cinema, le mie grandi passioni, possano convergere in un videoclip. Trovo il videoclip un mezzo di comunicazione molto interessante perché dà al regista la possibilità in 3 minuti di sperimentare molto a livello tecnico. L'aspetto che più mi stimola è aver la possibilità di girarne tanti, di diverso stile e ripartire da zero. Le varie tipologie di musica danno spunti diversi e svariati campi di sperimentazione. Conseguenza di ciò è per l'appunto uno sviluppo fenomenologico ma allo stesso tempo evolutivo, e da lì la mia passione nello sperimentare varie forme tecniche che possano dare nascite multispecie alle mie visioni.

2. Quali sono i tuoi registi di riferimento?

Mi piacciono varie cose. Registi "videoclippari" che sono partiti dal videoclip per poi passare al cinema. Come nomi farei Spike Jonze, Michel Gondry e Chris Cunningham. Per quanto riguarda il cinema mi piace Gus Van Sant.

3. Come è vissuto il parallelo mainstream/ indie nel mondo del cinema e in quello della musica?

Innanzitutto occorre distinguere il mercato di riferimento. Mentre in America ci sono grandi spazi anche per il cinema indipendente, in Italia è tutto molto difficile. E' molto più complicato passare dal videoclip al cinema, per esempio. In italia non esiste il cinema indipendente. Se fai qualsiasi cosa di diverso, di alternativo diventi invisibile. I distributori non te lo distribuiscono. All'estero invece ci sono film ad alto o medio budget, e anche film indie riescono ad avere la loro visibilità. Nell'industria della musica italiana invece il confine tra mainstream e indie si sta sempre più assottigliando, soprattutto a causa della crisi dell'etichette discografiche.

4. E' nata prima la passione per cinema o musica?

Mio padre mi ha trasmesso entrambe. Io ho iniziato a suonare in una band da piccolo. Da li poi ho coniugato le due cose. Ho iniziato anche a farmi i video e poi è diventanti il mio mestiere.

5. Qual è per te il videoclip perfetto?

Non esiste il videoclip musicale perfetto. Un videoclip deve fare i conti con la visione del regista, la visione dell'artista, la visione della casa discografica e la visione del pubblico. Quindi è tutto molto poco assiomatico. "Videoclip musicale", già la sua definizione è ossimorante.

6. Dove ti vedi tra 5 anni nel tuo lavoro?

Spero di realizzare un lungometraggio. In italia come è molto complicato. Sto già scrivendo qualche sceneggiatura. Logicamente nel nostro Paese produrre una cosa che rispetti me come regista, che vada incontro al mercato, e che possa trovare dei produttori, è una bella sfida.

7. Dimmi 5 parole chiave (aggettivi, sostantivi, nomi) che assoceresti al tuo lavoro.

tangibile, intangibile, cristallino, integro, corrotto, maglietta coi buchi.

8. Quali sono le tue passioni fuori dal lavoro?

Donne, musica e pittura, arte nelle sue svariate forme.

9. Che idea ti fai della musica indie italiana di oggi? Era meglio prima o post facebook?

Non sono un anti-facebook ma è difficile esprimere un parere netto. Per me avere un parere netto è dare troppo credito alle cose. Alcune cose meritano di un "parere netto" altre (come facebook) si possono accontentare di un "parere gramo".

10. Dacci un motivo per il quale converrebbe stare in italia e un motivo invece per andare all'estero.

Non sono un negativista sulla nostra nazione. Non conosco bene la meritocrazia all'estero, non l'ho vissuta sulla mia pelle. Per quel che mi riguarda la meritocrazia in italia non è perfetta, ma non funziona neanche così male come alcuni la dipingono.

11. Ho saputo che un tuo video per i Punkreas è stato censurato. Cosa ne pensi della censura nella società?

La tv è morta. Preferisco che i miei video abbiano centinaia di migliaia di visualizzazioni su Youtube che passino per un mese in rotazione su Mtv.
Per la censura invece ho un "parere netto" (sorride,ndr)

12. Quando hai capito che volevi fare il regista?

Non l'ho ancora capito.

13. Che gruppi ascolti ora?

Sigur Ros.

Grazie mille Stefano e in bocca al lupo per i tuoi prossimi lavori!

Crepi!

 

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IL PAN DEL DIAVOLO: Pertanto


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