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Interview: SINCOPE

sincope Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con i pisani Sincope, autori di quel piccolo capolavoro intitolato"Divisions", prodotto dalla britannica Somehow Recordings e con tutte le carte in regola per varcare i confini italiani e internazionali.

Buona lettura, e felice approfondimento.

 

1. Dopo un EP prodotto dalla netlabel italiana Sostanze, quali sono stati i passaggi che vi hanno portato a firmare per l'etichetta britannica Somehow Recordings ?

Li abbiamo contattati più di un anno fa, per far loro i complimenti per produzioni di drone e field-recordings che avevamo apprezzato molto e per il loro modus operandi come giovane etichetta di nicchia. Dunque, vista la nostra stima verso Somehow, lanciamo a Tim anche la proposta per un una futura collaborazione di qualsiasi tipo, anche perché stavamo lavorando già da un bel po' ai brani dell'album. Apprezza molto quello che gli facciamo sentire, ma effettivamente la nostra proposta si discosta un bel po' dall'ortodossia, per così dire, dal genere delle loro produzioni tipo. Ad inizio anno però ci ricontatta, deciso a fare un "different move" per Somehow Recordings facendo uscire il nostro disco d'esordio, Divisions.

 

2. Come definireste il vostro genere musicale?

Come dicevo prima, quello che facciamo, e quindi anche Divisions, si discosta abbastanza palesemente dalle produzioni di ambient, passami il termine, "puro", tipiche dell'etichetta. Ovviamente sappiamo di lambire più o meno direttamente quel territorio o comunque di avere o di servirci di caratteri e caratteristiche che possiamo definire nel modo più ampio possibile "ambient". In realtà ci siamo resi conto, dopo quasi due anni di lavoro sull'album, che alla fine in ballo c'erano molti e diversi elementi; questo per dire che componiamo/suoniamo spontaneamente, lasciandoci molto trasportare dalle sensazioni, dal flusso di queste e dal momento; il tutto costruendo l'architettura dei brani passo per passo, rendendoci conto solo pian piano,pur avendo alle volte anche un' idea di partenza, di cosa potrà effettivamente venire fuori. Oltre a queste premesse, più che definire la nostra musica possiamo dire quelle che sono le caratteristiche abbastanza emergenti dalle nostre produzioni, che sono sicuramente le melodie e in particolare le loro sfumature, gli intrecci timbrici e ritmici e l'importanza delle liriche all'interno dell'ambiente sonoro.

 

3. Tre influenze artistiche senza le quali la vostra musica non avrebbe ragione di esistere.

Rimaniamo nell'ambito musicale e strettamente alla storia di Sincope, altrimenti ci perdiamo e non riusciamo neanche a fare un nome. Il progetto nasce nel 2007 con l'adorazione per gli Zu e con una folgorazione per i Battles, ma evidentemente qualcosa è cambiato, visto che non suonavamo propriamente elettronica. Per molto tempo i nostri Dèi sono stati gli Autechre ed effettivamente sono loro un po' i "nostri padri" per quanto riguarda l'elettronica.

 

4. Parlando della vostra città, la Pisa rock'n'roll di Zen Circus e Venus In Furs, quali sono le opportunità per una band specializzata in musica ambient elettronica?

Te le devi un po' cercare e soprattutto creare e proporre, ma è una cosa, per l'elettronica, abbastanza diffusa dappertutto.

 

5. Fuori dall'Italia, dove vi piacerebbe trascorrere i prossimi 5 anni?

L'importante è viaggiare, quindi, potendolo fare, trascorrere un po' di periodi in posti diversi. Ovviamente una base o due servono: noi ci siamo sempre detti che il passo successivo per il progetto poteva essere quello di mettere tutti e due i piedi, dopo che ci siamo già affacciati, all'estero e magari proprio in Inghilterra.

 

6. Quanto è importante la dimensione live per una band come i Sincope? A tal proposito, avete in mente già qualcosa?

Suonare live è stupendo.Punto. L'importanza del suonare in concerto, per noi è proprio data dalla dimensione strettamente emozionale e viscerale che il live ha. In quella sede usiamo i nostri brani per estrarre, dar sfogo e sviscerare, appunto, le nostre emozioni. In studio e in composizione i brani sono frutto delle nostre sensazioni/emozioni, mentre dal vivo è come se un po' si ribaltasse il processo: sono i brani e la musica stessa a produrre 6. sensazioni da esprimere in modo diretto, attraverso la nostra performance.

 

7. Ascoltando "Divisions", la linea di confine tra musica e testi è sottilissima, e il filo conduttore un'atmosfera fatata, rarefatta e cinematografica. Come vi vedreste nella colonna sonora di un film?

Credo di poter dire che sarebbe molto adatta come musica per film: è un tipo di lavoro che ci piacerebbe senz'altro fare; a prescindere dal genere, il bello sarebbe riuscire a comporre musiche che diano alle immagini delle connotazioni in più o che tentino di far "sentire" il più possibile lo stato d'animo e la dimensione psicologica di uno o più personaggi.

 

8. Close Moving, ultimo videoclip uscito a febbraio, è un cortometraggio a tutti gli effetti. Genesi, gestazione e significato: parlatecene.

In realtà tutto parte dal brano stesso, che ha ispirato la sceneggiatura scritta da Rossella Inglese. E' la storia di un uomo solitario, con difficoltà a relazionarsi col mondo esterno alla cui porta, un giorno si presenta una ragazza, ma il un rifiuto di lei fa scattare una reazione violenta in lui… Il videoclip è stato messo in scena dal bravissimo regista Matteo Graia con la produzione di Sostanze Records che non finiremo mai di ringraziare per questo entusiasmante progetto che ha avuto come risultato un qualcosa di davvero stupendo.