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INTERVIEW: Sick Tamburo

  • Scritto da Orazio Martino

sick tamburo

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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mr Man, alias Gian Maria Accusani, membro fondatore dei Sick Tamburo, quartetto electro rock nato dalle ceneri dei Prozac +.

 

1- A primo impatto si nota è un orientamento più duro e incazzato rispetto ai vostri progetti precedenti. Saranno mica i tempi della crisi?

No, è solo quello che è venuto fuori spontaneamente provando a fare qualcosa di nuovo. Sicuramente i Sick Tamburo sono un progetto più duro del precedente ma non è stata una scelta bensì una cosa naturale.

2- La Tempesta Dischi, più che un’etichetta indipendente, è diventata la culla di band stufe dei soliti cliché, band che provano l’esigenza di parlare in faccia alla gente, come si faceva una volta, sputando una realtà autentica e senza fronzoli. E’ in atto una sorta di rivoluzione nella scena rock italiana, dettata da una maggiore consapevolezza nell’approccio artistico delle band. Vi sentite una grande famiglia che si sbatte per una giusta causa?

Non credo che dietro alla Tempesta ci sia Il battersi per una giusta causa, credo che tra i gruppi dell’etichetta ci sia in comune la voglia di comunicare in lingua italiana, ognuno nel suo modo e ognuno con le proprie idee. Credo che l’intuito della Tempesta nel lavorare con le bands con cui lavora, sia quasi unico.

3- Il vostro tour procede inesorabile. Come reagisce la gente ai vostri concerti?

Dipende dai posti, in alcuni la gente salta e sale sul palco,in altri la gente rimane un po’ stupita dal tipo di spettacolo che proponiamo (devo dire che lo capisco perché è uno spettacolo che non si è abituati a vedere). Comunque mano a mano che il progetto cresce, c’è sempre più risposta.

4- Come la prendereste se la Tempesta Dischi un giorno dovesse mettere sotto contratto un gruppo di giovincelli appena usciti da X-Factor?

Non credo che sia un problema di uscire da X-Factor o dalle cantine, credo che sia un problema di qualità delle cose.E’ difficile che chi fa un certo tipo di cose possa andare ad X-Factor ma non si sa mai. Insomma, la discriminante è sempre lo stile.

5- Qual è il posto più strano dove avete suonato?

Ne abbiamo passate tante con i Prozac+ che niente ci sembra più strano…

6- Grazie per la professionalità dimostrata. Che il futuro sia con voi, ragazzi! Grazie a voi.