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Interview: DRINK TO ME

  • Scritto da Orazio Martino

drink to me Quattro chiacchiere con i torinesi Drink To Me: un 2012 da autentici protagonisti e un album nuovo di zecca in uscita per la bolognese Unhip Records.

"S", atteso per venerdì 9 Marzo, è stato anticipato dal singolo "Henry Miller", capolavoro di contorsioni pop e groove al fulmicotone, da ascoltare fino allo sfinimento cliccando

" target="_blank">qui.

Nel frattempo buona lettura e felice approfondimento.

 

1. Domandone di riscaldamento: cosa accomuna i Drink To Me al controverso autore di Tropico Del Cancro e Tropico Del Capricorno?

- Li accomuna una data: il 7 giugno 1980 moriva Henry Miller e nasceva Francesco, il nostro batterista, il Creatore ha effettuato uno scambio obiettivamente impari. O è reincarnazione?

 

2. E se fosse proprio "S" - più avvolgente e meno spigoloso di "Brazil"- l' "Oracular Spectacular" italiano? I gruppo sanguigni combaciano alla perfezione

- Dici ? Conosco Oracular Spectacular, in effetti c’è qualche somiglianza: nelle melodie, nell’intendere il sound in modo ricco, nel mescolare psichedelia e pop… Ad ogni modo non mi sembra di essere fratelli. Diciamo il gruppo sanguigno sarà lo stesso, ma il DNA è un proprio diverso. Quanto alla risonanza che ha avuto quel disco, magari!

 

3. Cosa ha influenzato il percorso di elaborazione del nuovo album? Letture, situazioni, visioni, ascolti...

- Un po’ di tutto. Si passa dalla dozzina di date in Scandinavia ad esperienze di crescita individuale, dall'uso di nuovi strumenti all'ascolto di tanta roba diversa. Musica nera, tipo J Dilla, Erykah Badu, Nina Simone, Mulatu Astatke (che oggi andiamo ad ascoltarci a Torino), roba della Hyperdub e tanti altri. Abbiamo scoperto The Chap, The Field, ma anche reiterati ascolti di Battisti, Beach Boys, Fleet Foxes, Dente. Il comune denominatore è stato l'abbandono graduale delle sonorità dure e rock. Forse ci hanno un pochino annoiato. Forse siamo vecchi? Letture poche, tra le quali Dostojevski, racconti di Urania, Murakami, Vonnegut, Benni, Simon Reynolds, la bacheca di Facebook, le etichette delle acque minerali e ovviamente Henry Miller.

 

4. La band italiana che più vi ha impressionato negli ultimi mesi e che sarebbe la spalla ideale per i vostri futuri live (motivate la vostra scelta)

- Hem… Non saprei. Più che altro le band che ci piacciono sono conosciute quanto noi o più di noi (Aucan, Quakers and Mormons, Iori's Eyes, Dente, A Classic Education, Farmer Sea, Movie Star Junkies...). Tra quelle più "nascoste" direi i Moretti Killer, che sono delle nostre parti e stanno lavorando a un disco secondo me fenomenale. I loro live sono fuori di testa e mi piacerebbe averli insieme sempre. Purtroppo non è sempre facile organizzare, almeno non ai nostri livelli. In alternativa potremmo portarci Gioacchino Turù o Marco Ligabue.

 

5. Un aggettivo e un genere musicale per "S" (così mi date anche una mano in ottica recensione)

- Aggettivo: vivo. Genere: non pervenuto. Secondo te?

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