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Interview: CHEWINGUM

chewingum Quattro chiacchiere con i marchigiani Chewingum, dall'Uruguay Studio di Senigallia alla Garrincha Dischi di Bologna, passando per la supervisione live ad opera dei segugi della Trovarobato fino alla benedizione radiofonica con il tormentone "Atlantic City". Buona lettura, e felice approfondimento.

 

1. Domanda di riscaldamento. Anche se sembrate di un altro pianeta e navigate su universi opposti e paralleli, cosa fate nella vita di tutti i giorni?

Tutti i giorni andiamo regolarmente di corpo, scaviamo buche e guardiamo il sole in alto. "Fati la musica" (dialetto senigalliese) è quello che invece ci dicono al casale primavera, dove abbiamo l'Uruguay Studio, sede di un associazione per ragazzi e ragazze con problemi psichici comportamentali.

 

2. "Nilo" è un album estremamente positivo: crisi e conomica a malessere sociale non sembrano rientrare nei suoi programmi. al contrario di ironia, creatività e immaginazione, che dominano e impazzano in ogni singola traccia. Oramai tutti citano pasolini. quali sono, invece, i vostri punti di riferimento? visioni, ascolti, letture, incontri ravvicinati del terzo tipo...

Ironia, creativita' e immaginazione sono sicuramente tre pilastri importanti che ci spingono a far musica nella maniera più spontanea e sincera però non ci troviamo d'accordo sulla mancanza di malessere sociale. Anzi…
 crediamo che "Nilo" non sia affatto e solamente "estremamente positivo" come dici tu. Noi lo sentiamo molto energico certo…ma di un energia di entrambi i poli che si sommano e si contrastano. A volte fuoriesce, nella musica di una canzone, un colore acceso ma associato ad un testo nero o il contrario… pensa alla storia che c'è in "China metropolitana"…la musica è spensierata ma si parla di un laureato che non ha lavoro ed è disperato a tal punto che va in cina sperando di far valere le proprie conoscenze acquisite e invece finisce a trainare un risciò sottomesso da quella societa'... a tal punto di decidere di vendere la sua laurea su e bay per potersi comprare un cappuccino e una banana per mangiare. Oppure alla volonta' di isolamento che c'è ne "Il neorealismo del lunedi'" dove ci si sente inutili nel partecipare al rito collettivo di un fine settimana e si ipotizza piuttosto ad un ritorno in campagna a coltivare con la vanga. "Anna e' una scintilla" poi e' la storia reale di un corpo andato a fuoco …o alla canzone "Los bandidos" dove c'è tutto il nostro disgusto e visione riguardo fondi monetari mondiali gestiti in malomodo … leggendo, come testo, i dati economici presi dal Sole 24 ore delle realtà finanziarie italiane completamente sul baratro della crisi….ecco come vedi non è tutto rosa e fiori di pesco. Punti di riferimento sono tutti quelli che hanno un senso di libertà fresca e gioiosa….nella musica mi (ragazzo italiano) succede di impallarmi per mesi magari su alcuni brani e artisti con questa dote…e' successo nell'ultimo anno con il movimento tropicalista brasiliano…quindi Caetano Veloso, Os Mutantes, Gal Costa… con la musica gamelan di bali…e con i Basement tapes di Bob Dylan. Riferimenti letterari direi Dino Buzzati e Tommaso Landolfi…entrambi mirabilmente capaci di unire il giocoso e il divertente con il grottesco e il mistero…in un gioco di contrasti bellissimo.

 

3. In quanto a sottobosco artistico/culturale, come ve la passate da quelle parti? Ma soprattutto, tra Caterraduno e Summer Jamboree, cosa continuate a preferire?

A Senigallia, così come nelle marche tutte, ci sono molte band con la b maiuscola. Gente seria che passo dopo passo, senza fretta di bruciare le tappe, costruisce un senso preciso del proprio voler comunicare qualcosa di sincero. Questo e' molto stimolante perche' c'è molta stima e una sana competizione che fa crescere il percorso musicale continuamente.
 Al Caterraduno e al Summer Jamboree continuiamo a preferire le cozze e le vongole

 

4. Nella realtà siete in tre, ma su disco sembrate diecimila. Preso atto dell'incredibile frullato di suoni e suggestioni, con un tuor partito da qualche mese, che sensazione si prova a sguazzare nella dimensione live? e quali le modifiche (tecniche, attitudinali) apportate?

Nel disco siamo sempre tre…ma con dieci mani in piu'…insomma dei polipi…apparte questo, il tour di "Nilo" che sta straripando in molte citta' non ha perduto o lasciato nei sarcofagi l'entita' del ciunga power trio di sempre…anzi…in qualche pezzo, facendo a meno di alcuni suoni, si riesce ad arrivare più diretti alla centro della canzone in se. e soprattutto con più volume, molto più volume. L'attitudine rimane quella di sempre: aggredire e sudare.


5. Musicalmente parlando, cosa salvereste nell'attuale panorama indipendente italiano?

Tutti quelli che suonano e propongono musica sentita e sincera nei confronti, in primis, di se stessi fregandosene delle mode del momento ma che provano a smuovere il suono e il contenuto in direzioni, se non nuove, sicuramente diverse.

 

6. L'influenza più truzza e l'input squisitamente underground nella stesura di "Nilo".

La Tosse Grassa con il suo disco Tg1 (memorabile)…e…sicuro Cody Chesnutt e poi Wildfried, un ragazzo francese che produce meraviglie low-fi

.

 

7. Un artwork più bello del vostro non si poteva realizzare. Musica e immagini combaciano alla perfezione. Chi l'artefice di tale meraviglia?

E' stato un nostro caro amico...il pittore Giacomo Giovannetti che ha saputo perfettamente rendere in immagini il suono di "Nilo" con quest'opera collage dove al centro di tutto c'è l' uomo operato dal quale fuoriescono tanti mondi interiori.

 

8. Se la vostra vita fosse un film, chi sarebbe il regista?

Takeshi Kitano ideatore e regista del programma televisivo "mai dire banzai".