Menu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo
Loading

Ground Wave: intervista

"Goodbye Neil" è il secondo album del trio spaziale comunemente noto come Ground Wave, il primo con la rinnovata formazione che conferisce al lavoro un sound in bilico tra post rock e melodie dissonanti.

Pubblicato dalla Black Vagina Records di Mirko Maria Castellani (il nome Da Hand In The Middle vi dice qualcosa?), ondeggia nello spazio in totale assenza di gravità dimenticandosi per una trentina di minuti del proprio paese d'origine, Foligno, cuore pulsante della Valle Umbra.

Ne abbiamo approfittato per scambiare quattro chiacchiere impreziosendo il tutto con un bel pezzo(ne) in anteprima. Stiamo parlando di "Orca Slut", cavalcata strumentale del disco.

Risponde il leader della band Leo. Buona lettura e felice approfondimento!

1. Ciao ragazzi. "Goodbye Neil" è un concept album sui viaggi nell'universo. Qual è il vostro pianeta preferito?
Leo: Il mio pianeta preferito è Marte, credo che un giorno ci andrò

2. Anche a voi sta sul cazzo Felix Baumgartner?
E chi è?? Ah si, alla fine ha fatto la cosa giusta, si è lanciato.

3. Parliamo un pochino di musica. Se vi costringessero a farlo, come definireste il vostro genere?
Se proprio ci costringessero io lo avvicinerei al post rock per i suoi tempi dilatati e per per i riff melodici, ma dopo molte sperimentazioni abbiamo deciso di dargli un’impronta tutta nostra

4. Mi è piaciuta molto la copertina, perfettamente in linea con le atmosfere scaturite dal disco. Essendo Osservatori Esterni una webzine che non tratta solo di musica, sapreste dirmi chi l'ha realizzata?
La copertina l’ho realizzata io. Avevo in mente di fare qualcosa un po‘ alla Storm Thorgerson, una foto emblematica che racchiudeva il senso dell’album, così sono corso a casa di nonna ho ricreato un salotto che ci riportasse indietro fino al 20 luglio 1969 e l’autoscatto ha completato l’opera. Quando l’ho presetata agli altri avevo fatto diverse prove con colori differenti e là è venuta l’idea di stampare 3 versioni differenti in modo da far scegliere al pubblico il colore che preferisce.

5. Gira voce che il Post Rock sia morto. Cosa ne pensate?
Girano tante voci sulla musica, ormai ci riteniamo tutti un po‘ degli esperti. Io credo che il post rock è ancora vivo e lo possiamo ritrovare in tante forme e sfumature. Basti pensare a gruppi come Mogwai, Sigur Ros, GYBE, che sfornano ancora sfornano ancora dischi che io li definirei proprio post rock.

6. Il brano più affascinante del disco (e anche quello che presentiamo in anteprima) è "Orca Slut". Raccontateci la genesi di questa oscura cavalcata.
La genesi di questo brano rappresenta molto bene la nostra evoluzione musicale. Dopo il nostro primo album che definirei a tutti gli effetti „adolescenziale“, abbiamo passato un perido di sperimentazione, senza alcun filo conduttore, cercando di capire quello che veramente volevamo esprimere. Orca Slut nasce da un brano suonato, e in gran parte improvvisato, live di circa 20 minuti di pura sperimentazione. Poi in studio abbiamo preso tutti i pezzi e li abbiamo messi in ordine. È stato chiamato così perchè mentre stavamo registrando, le sovraincisioni di chitarra sembravano il canto delle orche, così è venuto fuori il gioco di parole/ l’esclamazione :Orca Puttana(Slut)!!

7. Mogwai o Godspeed You! Black Emperor?
Mogwai

8. Un aggettivo per i vostri compagni di etichetta Da Hand In The Middle.
Delicatissimi

9. Un aggettivo per Mirko Maria Castellani, boss della Black Vagina Records.
Potente

10. Se la vostra vita fosse un film, chi sarebbe il regista?
Senza dubbio Stanley Kubrick.