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Etruschi From Lakota

Etruschi From Lakota, segnatevi questo nome.

Giovani, pisani, irriverenti, uniscono il rock italiano alle suggestioni del blues, del folk e dell'hard-rock, un po' come se gli Zen Circus si mettessero a strimpellare i cavalli di battaglia degli AC/DC in un quartiere periferico abbandonato.

"I Nuovi Mostri", album d'esordio in uscita il 21 Gennaio per Phonarchia Dischi, è il loro biglietto da visita.

Abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con i diretti interessati.

 

1. Ciao Etruschi, la vostra ascesa musicale (chiamasi anche biografia) in 4 righe.

Il progetto nasce nel 2011 da l’incontro con Nicola Baronti e la realtà Phonarchia anche se noi 5 suoniamo insieme praticamente da sempre. A Marzo 2012 abbiamo pubblicato il nostro primo ep “Davanti al Muro” che ha gettato le basi per il disco in uscita.


2. Ho avuto modo di ascoltare "I Nuovi Mostri" e mi ha scombussolato fin dal primissimo ascolto. Le tematiche affrontate tratteggiano la vita di tutti i giorni con un piglio umile e sarcastico, realistico e indiavolato. Quanto c'è di "politicizzato" nelle vostre canzoni?

Come dici, i temi trattati nel disco riguardano la vita di tutti giorni dal punto di vista nostro e della nostra realtà, quella del paese, della provincia e quindi in modo sincero e semplice ma anche critico. “Politicizzato” sicuramente, come non potrebbe esserlo?

 

3. Da grande fan delle etichette, mi piace inquadrarvi con un incendiario miscuglio tra Zen Circus, Pan Del Diavolo e un'attitudine à la AC/DC periodo Bon Scott. Ho toppato clamorosamente? Se sì, implementate con i veri nomi tutelari.

Si, sicuramente è una collocazione giusta. Diciamo che l’attitudine che abbiamo è molto diretta e d’impatto, cosa molto presente nei gruppi da te elencati. I nostri riferimenti musicali sono moltissimi e si rifanno sia alla storia della musica internazionale partendo dal blues delle origini, al panorama 60s e oltre, che a quella italiana cantautoriale che è per altro ampissima.

 

4. Parliamo della vostra label, Phonarchia Dischi. Come, dove e quando è scattata la scintilla ?

Abbiamo iniziato a collaborare dalla fine del 2011. La situazione ci sta stimolando molto sotto il profilo dell’attitudine al lavoro, siamo ottimisti sulle potenzialità di questo collettivo e sulla possibilità di affacciarsi con decisione a livello Nazionale.

5. Il vostro cavallo di battaglia, "P.M.P.", è l'acronimo di "Panorama Musicale Provinciale". Svelateci qualcosa sull'imminente videoclip che anticipa l'uscita del disco.

Abbiamo scelto questa canzone come primo singolo perché pensiamo che rappresenti bene quello che è uno dei punti cruciali del disco, cioè la vita in provincia, in questo caso dal punto di vista musicale ma che ha come riflesso tutti gli altri aspetti. Il video è stato girato al Sonar di Colle val d’Elsa e nelle diverse scene ci siamo immedesimati (con trucco e parrucco!) nei vari “Miti del passato”, ormai inflazionatissimi.

 

6. Un artista internazionale con il quale vi piacerebbe collaborare e per il quale fareste i salti mortali.

Per adesso stiamo collaborando con un bravissimo autore, Riccardo Stefani. Con lui ci troviamo molto bene e infatti metà dei testi del disco sono suoi, come la stessa P.M.P. Fra gli internazionali ci piacerebbe sicuramente un featuring con Machete e Lupe Fuentes… andatevi a cercare su Youtube il videoclip!

 

7. Se la vostra vita fosse un film, chi sarebbe il regista?

Per rimanere in tema “I Nuovi Mostri” diciamo Risi, Monicelli e Scola, ma in realtà siamo grandissimi fan dei fratelli Pang!

 

8. L'intervista finisce qui. Cosa fate a Capodanno?

Come tutti si rigovernerà la sbronza dell’ultimo dell’anno!

(11/12/2012)