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TOM WAITS: Bad As Me

  • Scritto da Orazio Martino

tom waits bad as me 13 canzoni nuove di zecca per l'orco di Pomona, la leggenda vivente, l'intoccabile del rock. I suoi dischi si comprano originali, nessun ascolto preventivo ma la scatola chiusa delle scatole chiuse. "Bas As Me", il primo lavoro di inediti a 7 anni da "Real Gone", non delude le aspettative, segnando un nuovo, fondamentale capitolo dell'incredibile ascesa sociale del genio periferico per antonomasia. Impreziosito da una parata di special guests di tutto rispetto, "Bad As Me" fornisce una panoramica sulle migliori suggestioni di un'evoluzione artistica micidiale. Un'opera che pesca dai capitoli chiave di una discografia nemmeno tanto sterminata per uscirne fuori come sorta d'involontario best of, resa dei conti targata nuovo millennio.

Non un unico filo conduttore ma strade parallele che si intrecciano; l'influenza di "Swordfishtrombones" e lo scenario da sfasciacarrozze di "Real Gone", lo spleen malinconico di "Blue Valentine" e il groove allucinato di "Bone Machine". L'apertura di "Chicago" presenta un Tom Waits all'apice di una malleabilità vocale che non conosce barriere. L'ambientazione è quella di un musical imbrattato di fango, assoluta novità nel repertorio dell'artista. "Raised Right Man" è un walzer schizofrenico in pieno stile "Real Gone", mentre la badalamentiana "Talking At The Same Time" accelera la sperimentazione scientifica consegnandoci una voce in falsetto ad atmosfere languide à la "Bone Machine". Medesimo discorso per il mood struggente di "Face To The Highway", ennesima chiave di volta del disco.

Ed eccoci all'anno 1983, con il tributo nostalgico (la ballata "Pay Me") al capolavoro di un'intera generazione, quella underground dell'acclamato "Swordfishtrombones", con lo zio Tom in una veste quasi inedita, romanticissima e nostalgica . Stremato e con le lacrime agli occhi, vengo travolto dal blues garagesco della title track, con le (inconfondibili) chitarre di Marc Ribot a tessere trame spaventose e l'ugola del geniaccio mai così arrapata e indiavolata prima d'ora. "Kiss Me" e "Last Leaf" sono due ballate senza tempo, stagionate come all'apoca del proibizionismo, perfette per i giorni nostri.  "Satisfied" introduce due bomber assoluti come Keith Richards alla sei corde e Les Claypool al basso. Rock, blues, swing e jazz - miscelati mediante solita ricetta segreta - generano un gospel surreale e da bassifondi, mentre la violenza di "Hell Broke Luce" trae ispirazione dal percussionismo tribale e da un gioco di chitarre praticamente hard rock. Chiusura epica affidata a "New Year's Eve", ballata a cuore aperto nel tentativo (simbolico) di stringersi all'artista.

Termina così l'ennesimo capitolo fontamentale, l'impressione è che sia già arrivato il Natale. Nel 2011, è così facile scrivere grandi canzoni? Chiedetelo all'orco di Pomona: da 30 anni a questa parte una spanna sopra tutti. Genio di classe, stile e continuità. Genio folle, prosperoso e ingombrante.

Voto: 7,5

 

Info:

Anti, 2011

Songwriter

 

Tracklist:

1. Chicago

2. Raised Right Men

3. Talking at the Same Time

4. Get Lost

5. Face to the Highway

6. Pay Me

7. Back in the Crowd

8. Bad as Me

9.Kiss Me

10.Satisfied

11. Last Leaf

12. Hell Broke Luce

13. New Year's Eve