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Interpol: "Interpol"

  • Scritto da Orasputin

interpol Che la new wave rivisitata fosse un genere superato ce ne accorgiamo ascoltando l’ultimo lavoro in studio degli Interpol.

Non che questo “Interpol” sia un album suonato male (a proposito, l’assenza di Carlos D. è pugno nello stomaco), non che la band ridotta a trio pecchi di creatività. Sono del semplice parere che una realtà spremuta a dovere debba unicamente fermarsi (fanculo i progetti paralleli, si dessero al cinema). Dopo un capolavoro iniziale, uno splendido secondo disco, un dignitoso terzo album, è arrivato il momento di smontare baracca e burattini, lasciare il palcoscenico ai White Lies in attesa di vedere pure loro senza ossigeno fra un paio d’anni. Si chiama legge di sopravvivenza musicale, molti revival si perdono per strada. Per restare ancorati alla storia a volte bisogna fermarsi, e il terzetto newyorkese possiede tutte le carte in regola, lo stile e il carattere, per assimilare tale consiglio.

Non esiste canzone più emozionante di “Lights” per un saluto da musicisti, non esiste spleen più romantico di “Always Malise” per la processione con bara finale. In pentola, qualche altro gioellino e parecchie melodie di sottomarca. Molti pezzi sembrano backstage musicali delle annate precedenti, per non parlare della copertina e della dimensione live, vero tallone d’Achille della band. Se agli Editors auguriamo ancora una manciata di dischi, dagli Interpol non possiamo che aspettarci la dignitosa chiusura un’esperienza decennale. Proprio come gli Strokes! Probabile canto del cigno.

Voto: 6

 

Info:

Matador, 2010

Dark Wave

 

Tracklist:

01. Success

02. Memory Serves

03. Summer Well

04. Lights

05. Barricade

06. Always Malaise (The Man I Am)

07. Safe Without

08. Try It On

09. All Of The Ways

10. The Undoing