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Burial: Rival Dealer EP

  • Scritto da Marco

Provare a descrivere un disco di Burial è come raccontare cosa sia il sonno, la morte o l'oblio dei sensi. Tutti ne percepiamo l'esistenza, ma nessuno riesce a distinguerne i confini o tracciarne le forme e i parametri
. E se la musica del produttore britannico non è narrabile con le parole dell'intelletto, è assolutamente necessario provare a rintracciarne i suoi tratti distintivi, la sua portata comunicativa.

Si può dire di tutto del misteriosissimo Burial, tranne che non abbia le idee chiarissime. La sua personalissima miscela di sonorità Techno, Dub, e Post Trip Hop indaga da sempre sui retroscena sonori della Club Culture inglese (e non solo). Una sorta di nebbia sonora che sottrae per difetto tutti gli elementi caratteristici della Jungle e della 2Step, lasciando nelle orecchie dell'ascoltatore una specie di rimbombo atmosferico e decisamente oscuro. Ma questo lo sapete già, in quanto in tantissimi hanno provato ad indagare una discografia assolutamente imprevedibile e a dir poco inarrivabile. Quello che non sapete, è che questa volta l'obbiettivo ha deciso di fotografare una realtà leggermente più ampia. Non più (o almeno non solo), l'oblio che si nasconde dietro il divertimento tossico e spensierato di una serata in un club londinese, ma le ombre che si celano dietro i luccichini di quell' immaginario "Pop" che da sempre domina le nostre vite e le nostre esistenze.

“Rival Dealer” svela a noi ascoltatori il “sonno” della ragione che si nasconde dietro le sonorità laccate della nostra esistenza, un magma annichilente di divertimento e buoni sentimenti che nasconde un baratro nero in cui la nostra individualità viene svenduta in favore di un  flusso di coscienza capace di svilire le particolarità e le differenze di ognuno di noi. Molti hanno parlato del disco più positivo e meno ombroso di Burial, in realtà per il sottoscritto, i tre brani che compongono l'EP sono un concentrato tra i più disperati e inquietanti mai messi in piedi. Una sorta di colonna sonora ideale della recentissima pellicola di Harmony Korine “Spring Breakers”. Cosa si nasconde dietro il divertimento sfrenato che nutre da sempre la nostra società di Teenagers “ad infinitum”? La risposta si potrebbe trovare in una sorta di concept album in tre atti, che grazie ad un collage infinito di campionamenti, field recording ambientali e beat dal chiarissimo sapore danzereccio dipinge la nostra vita come una trasmissione radio dall'oblio, il tutto condito da una pioggia infinita di distorsioni, cambi di frequenze e alti e bassi improvvisi di ritmi e tonalità emotive.

Insomma, un disco da maneggiare con cura e parsimonia, capace di fottervi il cervello, con la rapidità di un battere di ciglia. Siete stati avvertiti!

Voto: 7


Info:

Hyperdub, 2013

Post Dubstep


Tracklist:

1. Rival Dealer

2. Hiders

3. Come Down To Us