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Big Sexy Noise: "Big Sexy Noise"

  • Scritto da Orasputin

big sexy noise Per avere un’idea di quanta follia ruoti attorno a questo progetto, suggerirei di iniziare da una cover, “That Smell”, storica cavalcata degli altrettanto leggendari Lynyrd Skynyd, trasformata per l’occasione in una preghiera metropolitana schizoide.

Lydia Lunch colpisce ancora. La accompagnano due terzi dei Gallon Drunk: James Johnston alla chitarra, Ian White alla batteria e Terry Edwards, organo e sax. I cani rangagi del post punk anni novanta in collaborazione con la principessa depravata della no wave. Big Sexy Noise si chiama il progetto. Un nome possente, insano, affascinante. Dimenticatevi delle non chitarre di “Smoke In The Shadows”, magari si sentirà pure l’assenza di un basso, ma la potenza sprigionata da quei riff così no wave, da quei sax così “free”, da quella voce mezza rap mezza funesta, assegnano la Palma d’Oro nera a questa line up che speriamo continui a fare stragi nel tempo. Essenzialmente si tratta di rock, poco patinato e tanto per cambiare figlio della metropoli. Un sound che riprende i primi Birthday Party per riallacciarsi agli ultimi Grinderman (“Slydell” sembra il nuovo singolo delle creature scimmiose di Nick Cave). Due cover, la già citata “That Smell” e “Kill Your Sons” di Lou Reed. “Diggin The Hole”, “Baby Faced Killer” e “Dark Eyes” emanano fascino groove da ogni poro, la Lunch ci trascina in un inferno di puttane, malattie e nebbia.

50 anni suonati, 30 di leggenda alle spalle. I tre musicisti, narcotizzati dell’occhio della strega, non sbagliano un colpo. Dimenticatevi gli assoli pirotecnici, qui se si mettono insieme due pentatoniche è già un miracolo. Il problema è suonarle, quelle pentatoniche, magari con un tocco e un dosaggio adeguato dei volumi. Un'altra qualità di quest’album è che si respira aria di spontaneità e naturalezza (altro che megaproduzioni, sovra incisioni e tripli cori vocali). “Bad For Bobby” e “Your Love Don’t Pay My Rent” sviluppano rullini nella camera oscura di PJ Harvey, “Doughboy” è senza mezzi termini la mazzata più violenta che abbia subito in questi ultimi mesi. I Love New York.

Voto: 7

 

Info:

Sartorial, 2010

Hard Blues

 

Tracklist:

01.Gospel Singer

02.Kill Your Sons

03.Slydell

04.Digging The Hole

05.Baby Faced Killer

06.Bad For Bobby

07.Dark Eyes

08.Another Man Coming

09.God Is A Bullet

10.That Smeel

11.Your Love Don't Pay My Fuckin' Rent

12.Doughboy