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Amplifier: "The Octopus"

  • Scritto da Joshuapibody

amplifier the octopusVerità imprescindibili: Sel Balamir è un eccellente chitarrista capace di impreziosire un riffing spietato e preciso con inaspettate aperture melodiche. Gli Amplifier sono un nome e un programma, volumi di watt sparati dritti nel cervelletto psichedelicamente dilatato dell’ascoltatore. In un presente di musica usa e getta, uscire con un doppio cd autoprodotto la dice lunga sul coraggio e sull’integrità dei tre di Manchester. Le due parti del disco oscillano tra ruvidità grunge e stoner intrise di progressive e liquide sonorità psichedeliche. Se si volessero in uno sterile esercizio da bieco recensore citare le visibili influenze di questo disco, si potrebbero fare i nomi di Tool, Soundgarden, Porcupine Tree, Opeth, ma non renderebbe giustizia ad un suono personale e originale frutto di dodici anni di carriera.

Verità soggettive in forma di perfettibili opinioni: un’eccessiva omogeneità sonora rende difficile arrivare fino in fondo alle quasi due ore di musica di "The Octopus". Il secondo disco è leggermente migliore del primo, laddove il primo incede su un’eccessiva reiterazione di parti dure intervallate ad altre più dolci e psichedeliche ("The Wave", "Interglacial Spell", "The Octopus"). Fatta eccezione per le bellissime e sognanti "Minion’s Song" e "Trading Dark Matter on the Stock Exchange", che tengono alto il vessillo del progressive rock anni 70. La parte due è decisamente più propensa verso la Via Lattea e i viaggi nell’interspazio. "The Sick Rose" si perde tra barocchismi alla Tool, e controcanti vocali in combutta con Rose Kemp. "Interstellar", l’apice del disco, è un viaggio tra stelle cremisi e coretti beachboysiani spinti all’unisono. "Golden Ratio" e "Fall of Empire" spingono la formula parti dure più vocalizzi ipnotici verso lidi di durezza e riverberi di sinth mai sentiti prima.

Tirare fuori almeno una decina di canzoni dai due dischi di The octopus per farne un album solo lo renderebbe perfetto. Sei e mezzo quasi sette alla caparbietà e attitudine dei tre Mancuniani.

Voto: 6,5


Info:

AmpCorp, 2011

Progressive/space rock

 

TrackList:

Cd1

1-The Runner

2-Minion’s Song

3-Interglacial Spell

4-The wave

5-The Octopus

6-Planet of Insects

7-White Horses at Sea /Utopian Daydream

8-Trading Dark Matter On the Stock Exchange

 

Cd2

1- The Sick rose

2- Interstellar

3- The Emperor

4- Golden Ratio

5- Fall Of the Empire

6- Bloodtest

7- Oscar Night /Embryo

8- Forever and More

 

Contatti:

www.amplifiertheband.com

www.myspace.com/amplifiertheband