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The Conspirator (R. Redford)

Lincoln e i suoi assassini. Gli Stati Uniti e la guerra civile in atto. La necessità di pace sociale e tante cicatrici insanabili che bruciano sulla pelle dei cittadini americani.

The conspirator ripercorre i giorni bui che segnarono l'assassinio del 16° presidente americano. Gli esecutori sono già dietro le sbarre, condannati a impiccagione certa, ma una donna può salvarsi, la madre di uno dei cospiratori. Il processo alla donna diventa la lente con la quale osservare i sentimenti di un'intera nazione e tutte quelle spinte politiche, sociali e psicologiche che segnarano gli USA durante la Guerra di secessione americana.

Figura centrale del film è Frederick (James McAvoy) , soldato decorato e avvocato della signora Mary Surratt (Robin Wright Penn). Frederick  ha lottato contro gli Stati confederati d'America, ha difeso i diritti civili presenti nella Costituzione, si è scontrato contro i “nemici” americani per portare avanti quell'immaginario di libertà a base del sogno statunitense.

Durante il processo Frederick  si trova dall'altro lato, lotta contro un sistema di potere che se ti considera nemico se ti trovi per un attimo dall'altra parte dello steccato. Funzionari, giudici, politici e militari negano quegli stessi principi che il protagonista patrocinava.  Frederick si accorge così che il sogno americano spesso è solo un “claim pubblicitario” da propinare con ogni mezzo al pubblico pagante. L'inttelighenzia statunitense cerca vendetta, condanne, violenza psicologica e fisica con l'obbiettivo di portar pace, libertà e diritti. Il solito ossimoro a base del sistema americano che ritroviamo anche oggi, a 150 dalla morte di Abramo Lincoln, sempre uguale, con identica retorica.

Unica pecca del film è non rendere mai troppo palese il parallelismo storico tra America "cospirazionista" di ieri e America esportatrice di democrazia di oggi. "The conspirator" si perde troppo spesso nelle carte processuali riguardanti la Mary Surratt, nei mille individui che si alternano sul banco dei testimoni, nei riferimenti alle storie dei complottisti. Esse non hanno però ragion d'essere in quanto l'omicidio non è in sé cardine della narrazione, ma solo causa scatenante per capire lo stato di una nazione.

Una maggiore attenzione alle figure potenti veri cardini del processo, al personaggio di Abramo Lincoln con la sua potenza iconica o magari alle semplici ragione della guerra appena terminata avrebbe consentito un più consapevole confronto con la storia recente, dando maggiore apporto emotivo al film e dando prova di quanto il cinema possa essere un mezzo potentissimo per rileggere il passato e trarne importanti lezioni per leggere il presente.

Voto: 7

Info Film:

regia di Robert Redford USA 2010 Con James McAvoy, Robin Wright Penn, Kevin Kline, Evan Rachel Wood, Justin Long durata 122 min  Drammatico