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Scream 4 (W. Craven)

scream 4 locandinaScream sembra essere diventata la maledizione di Wes Craven. Sono passati undici anno dal terzo capitolo della saga, cominciata nel 1997. A differenza di quella di Nightmare, che vede il grande Wes come regista solo nel primo indimenticabile capitolo (1984) e nel soddisfacente ultimo, Nightmare nuovo incubo (1994) (perché sì, Freddy vs Jason è un simpatico spin-off, mentre il remake facciamo finta che non sia esistito dato che Craven non venne contattato manco per un consulto) la saga di Ghostface ha sempre avuto lo stesso regista e sceneggiatore, Kevin Williamson.

Dopo il terzo capitolo, Craven ha fatto altri film, alcuni molto personali, come Cursed e il recente My soul to take, ricevendo però una valanga di critiche e flop disastrosi. Scream chiamava, esigeva il ritorno. E manco a farlo apposta è di nuovo un successo al botteghino e di critica. Perché sì, a differenza del secondo e del terzo, il quarto volume ritorna sui passi qualitativi del primo. Craven non riesce ad abituarsi a un nuovo genere cinematografico in evoluzione, Craven rimane fortemente americanista e americano, e lo fa amabilmente. Il film comincia con la tipica inquadratura di un palo della luce, la gru scende e ci porta nelle vie della solita cittadina americana, Woodsboro, una scuola abitata dall’ humus vecchio di vent’anni e più, nerd, cheerleader, giocatori di football. La splendida Neve Campbell è ovviamente la protagonista, con il solito sceriffo interpretato da David Arquette nei panni di Linus e la stronza quanto tosta Courtney Cox in quelli di Gale. Come nei precedenti capitoli anche in questo caso guest star femminili da una parte e dall’altra, come Anna Paquin e Kristen Bell, impreziosiscono quelle scene di costruzione mitologica dell’horror attraverso i trailer della finta serie cinematografica Squartati.

Wes Craven torna a chiedersi quanto possa servire il medium del giornalismo facile e con che sensibilità debba essere usato, e punzecchia con ferocia i reboot di saghe, affermando quanto sia inutile riesumare vecchie glorie e rivoltarle nella tomba. Scream 4 quindi inneggia un ritorno al passato, di riappropriazione dei vecchi simboli da parte di registi che, citando esplicitamente Robert Rodriguez, John Carpenter, (l’adottato) Dario Argento, Tobe Hooper, come profeti che devono far riallineare l’horror americano su prodotti di alto livello, svalutato dai reboot e dalla poca qualità e superato da un certo horror europeo (vedi Spagna). La storia è giocata sui soliti stereotipi, con colpi di scena chiamati lentamente solo sul finale, in una bella orchestrata “partecipazione” dello spettatore che ne rimane piacevolmente colpito.

Ghostface è tornato, anche questa volta in coppia, anche questa volta massacra giovani liceali. E, anche questa volta, tocca alla solita combriccola smascherare tutto. Non c’è niente di malinconico nel modo di girare Scream 4, sarà che Wes Craven è consapevole che tornerà a Woodsboro, e perché lo sceneggiatore Kevin Williamson, creatore del Teen Horror (So cosa hai fatto, The Faculty), è tornato sulla cresta dell’onda in quanto autore e produttore di The Vampire Diaries. Scream si aggiorna, sulla scia già seguita da altri come Romero: attraverso la webcam e il liveblog il mito di Ghostface trova la nuova linfa vitale, il fallimento di Gale come giornalista è anche il fallimento di una classe lavoratrice che non ha saputo aggiornarsi e che rimane un passo indietro rispetto ai giovani che attraverso il web diventano più immediati.

Unico punto più o meno dolente è la ricerca un po’ costretta di nuove regole del gioco, ma si sa che in genialità le originali non potranno battere mai le nuove. In effetti la scena in cui Charlie (Rory Culkin) e Robbie (Erik Knudsen) descrivono le nuove regole è sinceramente la meno riuscita. Scream è un thriller, horror o uno splatter? O uno slasher. Wes Craven sa giocarci, la maschera di Ghostface non ha nulla di magico, o forse quella strana forza fisica e immortalità che assume chi la indossa, è qualcosa di soprannaturale? Comicità nera, sangue, giovani fanciulle, bulletti, disadattati, in un film che ci fa ricordare quali sono i codici di un genere cinematografico che non morirà mai.

Voto 7,5

Info Film:

regia di Wes Craven USA 2011 Con Neve Campbell, Courteney Cox, David Arquette, Emma Roberts, Hayden Panettiere durata 103 min Horror